Naomi vuole diventare mamma La pantera nera strega Milano

In passerella abiti fascianti e forme morbide, come da Elena Mirò

da Milano

Si scrive «pony tail». Si legge «coda di cavallo» di Naomi: capelli raccolti alti alti e lunghi fino a toccare le natiche. Bella Naomi, esagerata. In costume ipersexy dal quale spuntavano le sue ben famose cosce scultoree. Corpo da dea. A trentasette anni. È lo stesso giorno in cui Naomi confessa: «Voglio un figlio, ma anche una vera relazione d’amore: ho ancora un pochino di tempo».
Aggressiva ma dolce: è la prima tendenza che esce da questa giornata d’apertura delle sfilate milanesi (fino al 29 settembre) dedicate al prêt à porter che si vedrà girare per le strade la prossima estate. Dura ma non cattiva. Piaciosa al mille per mille. Ce lo ha fatto vedere la top delle top sulla passerella di Miss Bikini. «Spogliarsi per me non è mai stato un problema, ho un perfetto rapporto con il mio corpo», racconta. E non si fatica a crederlo. «Sono felice che mi abbiano invitata su una pedana di costumi da bagno nonostante l’età, ma sono venuta soprattutto per la charity». E sul suo passato aggiunge: «Non sono orgogliosa di quello che ho fatto, mi prendo le mie responsabilità. Voglio lasciarmi il passato alle spalle».
Naomi, giunta alla Fiera di Milano in tailleur pantalone nero, tacchi altissimi, occhiali scuri, ha annientato tutte le altre modelle ben più giovani di lei, un paragone spietato a suo favore. Sottolineato anche dalla classe immutata. Ma, come ha spiegato, il motivo che la portava in passerella a Milano dopo diverso tempo di lontananza, non era tanto la moda (cachet molto inferiore al suo standard) ma un progetto destinato alla sua associazione «Charity Fashion for Relief»: 150 costumi che Miss Bikini ha messo a disposizione e il cui ricavato sarà destinato agli alluvionati della Gran Bretagna. Una parte di quei 150 erano anche i protagonisti della passerella assieme a lunghi kaftani e pepli alla greca: denominatore comune un mix di stampe hippy-etno contaminate dagli anni Settanta. Sono invece frange, catene, particolari in metallo a caratterizzare i costumi da bagno di Argentovivo, marchio di recente entrato a far parte di Mariella Burani Fashion Group, al suo debutto a Milano moda donna.
Costumi da sera, impreziositi da strass, sono il perfetto contorno ad abiti fantasiosi e in tinte fluo in seta o chiffon. Tanti gli interi, sofisticati e di particolare seduzione. S’è detto dure ma non cattive. E certo un vestito può dire chi sei. Da Lidia Cardinale una personalità decisa e forte è finita in tre strati di cady di seta per tre tipi di verde savana mescolati insieme, spruzzati di stampe zebrate declinate in impalpabili e svolazzanti chiffon e in sete, jersey, broccati per look tra la Audrey e la Deneuve. Mentre da Normaluisa lo chic, che è una certezza, ha puntato dritto su forme a uovo e linee ad «A», tralasciando per un attimo il taglio impero, tanto prediletto dalla sconosciuta stilista e che ha dato particolare risalto a plissettature su abiti lunghi e corti.
C’è di tutto e di più sulla pedana di Roberta Scarpa: dalle architetture veneziane agli omaggi a Peggy Guggenheim, dalla donna-gioiello a quella bouquet. Ha le idee ben più chiare Valeria Marini che con la sua collezione Seduzioni Diamonds impone, come da copione, una tipa che poco lascia all’immaginazione. Sottovesti che diventano abiti, micro lunghezze, trasparenze abbondanti. Caratteristiche da taglia 42? Per niente, visto che sulla passerella di Elena Mirò (dalla 46 alla 50 le modelle) hanno osato, aggressivamente, jersey fascianti, pizzi conturbanti, ginocchia ben in vista e seni al vento. Alla faccia delle magre.