Napoli, 12enne violentato: preso impiegato comunale La folla tenta il linciaggio

Arrestato un 53enne con precedenti per stupro su una bimba di 6 anni: ma il gip aveva rifiutato l'incidente probatorio. Convivente della nonna di un amico della vittima<br />

Napoli - A meno di 48 ore dalla violenza subita dal bambino di 12 anni nel centro di Napoli la polizia ha arrestato il responsabile. L'uomo era stato condotto in questura per accertamenti. Il fermato è Pasquale Modestino, un italiano, di 53 anni. Non si tratta di un clochard, come si era detto nell’immediatezza della violenza sessuale. Ma di una persona che ha un lavoro, come impiegato del Comune, e una casa, nella zona dell’Arenaccia. Gli agenti della sezione minori della questura sono arrivati a lui attraverso il fascicolo dell’indagato, già fotosegnalato e arrestato almeno in un’occasione per violenza sessuale sui minori. L’uomo non è sposato e vive da solo. Sarebbe un dipendente comunale impegnato nella pulizia delle fogne.

Riconosciuto dal 12enne Il pedofilo arrestato è stato riconosciuto dalla giovane vittima sia dalle foto che dall’orologio che indossava. Chiare anche le modalità dell’adescamento: l’uomo ha avvicinato il 12enne dicendo di conoscere un suo compagno di gioco, che è poi il nipote della sua convivente. È con un ricatto che il pedofilo ha costretto il ragazzino di 12 anni a seguirlo. L’uomo ha chiesto al ragazzino che ora fosse. Il 12enne ha preso l’orologio dalla tasca: è stato allora che il pedofilo glielo ha strappato dalle mani e al bimbo ha detto: "Se lo rivuoi seguimi". Il bambino lo ha seguito e ha subito botte e violenza sessuale.

Tentativo di linciaggio Sputi e insulti contro Pasquale Modestino all’uscita dalla Questura. Un gruppo di cittadini ha inveito contro l’uomo arrestato oggi dagli agenti della questura mentre i poliziotti lo stavano caricando a bordo di una vettura per trasferirlo al carcere di Poggioreale.

Il precedente Era stato denunciato per violenza sessuale nei confronti di una bambina di 6 anni, ma Pasquale Modestino, l’uomo che ha stuprato il 12enne, viveva ancora con la piccola vittima e con il suo fratellino di 8 anni. Il gip, ha spiegato il capo della squadra mobile Vittorio Pisani, rifiutò la richiesta di incidente probatorio in merito al caso. Dopo tre anni, l’uomo era ancora libero. La squadra mobile era intervenuta in seguito alla segnalazione del ricovero di una bambina di 6 anni, nel 2005, per sintomi che potevano dipendere dalla violenza sessuale, e che la famiglia giustificò, invece, come manifestazioni di una infezione.

Contesto malato Anche il padre del bambino di 8 anni che l’altro ieri giocava con il 12enne stuprato è indagato per abusi sessuali su minori, consumati in ambito familiare. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il contesto in cui viveva Pasquale Modestino, arrestato per lo stupro, era promiscuo e malato. I minori coinvolti, la piccola di 9 anni violentata tre anni fa sempre dal convivente della nonna, e il fratellino di 8, che a questo punto non si esclude sia stato a sua volta vittima di violenze, saranno sottratti all’ambiente familiare.

Maroni: "Sollievo" Il presunto autore della violenza sessuale avvenuta l’altro ieri a Napoli "è un uomo di 52 anni, convivente della nonna di un amico del ragazzo vittima dello stupro". Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso di un’audizione alla commissione bicamerale Infanzia. L’arresto, ha aggiunto Maroni, "dà sollievo, anche se ciò che è successo è orribile e dobbiamo fare ogni sforzo per evitare che ciò accada".

La violenza Tra gli altri bambini ricoverati come lui all’ospedale Santobono di Napoli oggi gioca e scherza come nulla fosse ma D. difficilmente dimenticherà la barbarie alla quale è andato incontro: picchiato e violentato in un vicolo buio di Napoli, nessuno nei paraggi a raccogliere la sua richiesta di aiuto. La zona è poco illuminata, i negozi chiudono presto, di solito intorno alle 19: troppo alto il rischio rapine per rimanere aperti oltre. Il ragazzino ha riportato lacerazioni e contusioni: ne avrà per una settimana. Al papà che lo ha accompagnato in ospedale ha raccontato di essere stato avvicinato dall’uomo che prima gli ha chiesto dei soldi e poi lo ha bloccato e trascinato in un vicoletto, un sottopasso, dove ha consumato la violenza.

Oggi dimesso Nonostante lo choc le sue condizioni sono tuttavia definite buone dai sanitari dell’ospedale pediatrico partenopeo. Il ragazzino, assistito dal papà che per tutto il giorno non lo ha lasciato un attimo, ha mangiato regolarmente e gioca e scherza con gli altri piccoli pazienti dimostrando apparentemente una discreta condizione psicologica. Il bambino, comunque, ha ricevuto l’assistenza di una psicologa. Nel pomeriggio è stato dimesso dall’ospedale Santobono. Le sue condizioni di salute sono migliorate. Secondo quanto si è appreso il ragazzino ha avuto anche colloqui con esperti e psicologi.