Napoli, anche Saviano in piazza contro le mafie

Moltissime le persone - gli organizzatori parlano di centomila - che hanno preso parte alla manifestazione organizzata da don Ciotti per dire no alla criminalità organizzata. L'autore di "Gomorra" legge i nomi delle vittime innocenti

Napoli - Più di centomila persone, secondo gli organizzatori, hanno sfilato in corteo a Napoli per ricordare le vittime delle mafie e chiedere alle istituzioni di combattere la criminalità organizzata, che opprime soprattutto il Sud Italia. E sul palco, insieme a familiari delle vittime, magistrati e rappresentanti istituzionali è salito a sorpresa anche il giovane scrittore Roberto Saviano, sotto scorta dopo il sucesso del suo "Gomorra" e divenuto un simbolo vivente della lotta alla camorra.

Giovani da tutta Italia Nella città partenopea sono arrivati in gran parte giovani da tutta Italia e da 30 paesi europei, per celebrare la XIV giornata della memoria e dell’impegno per le vittime di tutte le mafie, organizzata dall’associazione "Libera" di don Luigi Ciotti che da anni lotta contro criminalità e narcotraffico. "Non girarsi dall’altra parte", "No alla legalità sostenibile che accetta mediazioni", erano alcuni dei messaggi lanciati dai manifestanti.

Il monito alle banche Un messaggio emolto chiaro ra rivolto anche alle banche: "Cancellino le ipoteche presenti sul 36% dei beni confiscati alla camorra" ha detto don Ciotti, ricordando che i Comuni non riescono a farsene carico, col rischio che una " una volta messe all’asta tornano alle mafie". "Noi dobbiamo essere la spina propositiva dello Stato. Questa è una Repubblica fondata sul lavoro e la lotta alle mafie comincia dal lavoro. Ma non chiediamo solo allo Stato, dobbiamo noi cittadini per primi a fre la nostra parte. Noi tutti non dobbiamo mai girarci dall’altra parte" ha detto il religioso, noto per il suo impegno sociale.

Quei nomi letti da Saviano Il corteo concluso in piazza del Plebiscito è stato scandito, così come l’inizio della manifestazione in piazza, dai nomi delle 900 vittime delle mafie, alcuni letti anche da Saviano, acclamato dalla piazza . Vittime che in molti casi non hanno ottenuto ancora giustizia e per le quali gli oltre 500 familiari presenti a Napoli chiedono anche verità.

Testimonianze toccanti Pietro Polimeni e Anna Adavastro, di Reggio Calabria, genitori di Daniele ucciso a 18 anni nel 2005, sono tra loro. "Era uno studente, è scomparso il 30 marzo ed è stato ritrovato il 2 aprile del 2005 carbonizzato. Stiamo ancora lottando per sapere. Allo Stato chiediamo di poter sapere la verità" dicono padre e madre, che spiegano di di non aver sentito la vicinanza dello Stato. "Quel che è certo è che deve fare qualcosa di diverso da quello che (lo Stato) ha fatto fino a oggi, perché ci sono ancora vittime delle mafie". Un’esperienza diversa è quella di Michele Panunzo, figlio dell’imprenditore edile di Foggia Giovanni Panunzo, ucciso da chi voleva estorcergli soldi. "Mio padre é stato ucciso a pochi metri dal consiglio comunale di Foggia il 6 novembre del 1992", racconta Panunzo, che regge un cartellone con la foto del padre. " E’ stato minacciato e ha denunciato chi voleva estorcergli soldi. Non ha girato la testa dall’altra parte e lo hanno ucciso". "Ho sentito la presenza e la vicinanza dello Stato - ha detto l’uomo - da noi qualcosa si sta muovendo. E’ stato firmato un protocollo interistituzionale, ma è importante anche che la gente denunci e non si volti dall’altra parte. Bisogna avere coraggio e denunciare anche in forma anonima, per permettere alle forze dell’ordine di intervenire".

Caselli sulle intercettazioni Tra i magistrati, i rappresentanti delle istituzione e delle politica, anche Giancarlo Caselli, procuratore capo a Torino, che ha attaccato il governo sulle intercettazioni: "E’ come dire a un medico di nonu sare Tac o risonanza magnetica perché sono invasive. Si sta dicendo alle forze dell’ordine di non utilizzare le intercettazioni, che sono come radiografie giudiziarie, perché sono troppo invasive. Chi chiede tolleranza zero e ronde sia coerente e non consenta che si tolgano le intercettazioni, che sono il baluardo per la tutela dei cittadini".