Napoli: arrivano i rinforzi... Anzi no

Duecentosessanta agenti sono stati inviati a Napoli grazie ai patti per la
sicurezza. E 250 sono andati in pensione. Chiamare i militari? "Solo se paga la Difesa" dice Amato

Napoli - Duecentosessanta uomini delle forze di polizia sono stati inviati a Napoli grazie ai patti per la sicurezza stipulati dal Viminale con gli enti locali a febbraio. Nello stesso periodo ne sono stati collocati in pensione, per raggiunti limiti di età, 250. È quanto ha annunciato alla commissione Antimafia il ministro dell’Interno, Giuliano Amato. Dunque a Napoli, per fare fronte alla criminalità diffusa c’è stato un aumento di organico di dieci unità visto che anche la task-force interforze inviata da Roma è stata fatta rientrare.

Amato: "L'esercito? Se lo paga la Difesa..." L’operazione "Domino", attuata due anni fa utilizzando i militari dell’esercito nel controllo statico di obiettivi sensibili nell’ambito della lotta alla mafia "è risultata più costosa di quanto previsto, per una serie di ragioni". Il ministro dell'Interno, Amato, coglie l'occasione per rispondere ai commissari che chiedono l'impiego dei militari per il controllo del territorio: "La cosa può avere un effetto persuasivo, ma se hai vincoli di costi guardi questi vincoli. Da ministro dell’Interno - ha proseguito Amato - potrei dire che sarei contento se ce li manda l’esercito e li paga la Difesa". Il titolare del Viminale ha sottolineato che proprio il vincolo dei costi impone di gestire le risorse per garantire al meglio l’operatività delle forze di polizia sul territorio.