Napoli, assassinato il re del grano La polizia: "Ladri stranieri e balordi"

L'imprenditore della pasta e la moglie trovati con la testa fracassata nella villa di Posillipo. Bottino: 50mila euro. Nei dintorni giro di <strong><a href="/a.pic1?ID=344104">droga</a></strong> e rave party. <strong><a href="/fotogallery.pic1?gallery=1103">Le foto</a></strong>

Napoli - Una coppia di coniugi è stata trovata senza vita a Napoli, in una villa nel quartiere di Posillipo. Non si tratta di una coppia qualsiasi. Si tratta del noto imprenditore Francesco Ambrosio, 77 anni, e di sua moglie Giovanna Sacco. L'uomo era in pigiama, la moglie invece era vestita ed è stata trovata in un disimpegno. A fare la scoperta è stato un operaio che ha avvertito il 113 e il figlio della coppia. Gli inquirenti hanno trovato rotta una finestra della casa - che era in ristrutturazione - e molto disordine, con gli oggetti rovistati. Al momento la polizia non esclude alcuna ipotesi. Tra le più attendibili resta quella della rapina. Secondo un primo esame pare che sui corpi delle vittime non compaiano segni di proiettili o di coltellate. I coniugi sarebbero stati uccisi a colpi di bastone. La polizia insieme ai figli di Ambrosio sta effettuando un sopralluogo nella villa per attestare eventuali ammanchi di soldi o oggetti di valore e poter dimostrare così che l’omicidio possa essere stata la conseguenza di una rapina.

L'allarme alla polizia Secondo quanto conferma la questura di Napoli, diverse telefonate sono arrivate tra le 8 e le 8,30 al 113. La prima è stata quella dell’operaio, impegnato nella ristrutturazione della villa, che ha segnalato il ritrovamento dei corpi senza vita. Immediatamente dopo la telefonata di un figlio dei coniugi Ambrosio.

Le indagini Le indagini sono in corso e nessuna ipotesi è esclusa, ma al momento è la rapina la pista sulla quale si stanno concentrando gli investigatori per cercare di spiegare l’omicidio di Franco Ambrosio e di sua moglie. L’attenzione è puntata anche sulle bande di albanesi e romeni "specializzate" in rapine in ville. Visto che l’imprenditore è stato ritrovato in pigiama e la moglie, nella zona dell’ingresso, ancora vestita, non è escluso che il duplice omicidio - forse scaturito da una reazione da parte delle vittime - possa essere stato messo in atto in serata e non necessariamente nel corso della notte scorsa. Secondo una prima ricostruzione non confermata, l’omicidio sarebbe avvenuto intorno alle 2. Tra le ipotesi che circolano quella che ad uccidere gli Ambrosio siano state delle persone che erano penetrate nella tenuta per bivaccare, convinti che la casa fosse deserta. L’ipotesi nasce dal fatto che per entrare in casa sono stati infranti i vetri di una porta sul retro provocando un forte frastuono e che nel parco della villa sarebbero state trovate alcune bottiglie di vino e liquori aperte e frettolosamente abbandonate a metà.

Banda di tre uomini Potrebbero essere tre gli assassini. Sono queste le prime risultanze investigative cui sono arrivati gli inquirenti della procura di Napoli. L’inchiesta è stata affidata al pm Antonio D’Alessio. Prende quindi corpo l’ipotesi della rapina con omicidio. È probabile che i malviventi abbiano anche bivaccato nella villa dell’orrore prima di andare via. A uccidere l’imprenditore e la moglie sarebbe state persone probabilmente straniere e non ladri di professioni. Lo dicono gli investigatori sulla base del modus operandi date le tracce lasciate dagli assassini: un bivacco, prima in campagna e poi in una depandance della villa, il vetro rotto, le bottiglie di vino e di gazzosa vuote, e lo stesso duplice omicidio. Dalla villa sono stati portati via i gioielli in un cofanetto, i cellulari e il contenuto di portafogli. Il bottino ammonta a 50mila euro. Amrbosio è stato ucciso prima della moglie.

La villa a picco sul mare E' molto distante dal cancello di ingresso che si apre su un parco di diversi ettari. La residenza dell’imprenditore ucciso è proprio a picco sul mare ed è composta da due edifici, uno di colore verde acqua e l’altro di colore rosso mattone. Accanto all’edificio principale ci sono delle impalcature, visto che gli Ambrosio stavano eseguendo lavori di ristrutturazione. Al momento non sono stati ancora trovati gli oggetti contundenti con cui i due sarebbero stati uccisi. Le possibilità di accesso alla casa sono molteplici dato che c’è un viale privato che scende verso il mare e un altro che porta all’ingresso principale e che è facile scavalcare le mura di cinta in tufo che scendono verso il mare.

Un vicino di casa: strada poco sicura "Insieme con Ambrosio abbiamo combattuto più volte inutilmente una battaglia per una maggiore sicurezza di questa strada che di notte è assediata da drogati e sbandati". Così Nando Ribecco, vicino di casa dei coniugi Ambrosio, racconta il disagio già denunciato diverse volte dagli abitanti della zona. "Avevamo chiesto più volte una video-sorveglianza - spiega - perché di sera la discesa Gaiola non è sicura. Anch’io ho subito una rapina quando non eravamo in casa". Intorno alla villa di Ambrosio e alle altre ville confinanti non ci sono telecamere e, secondo quanto riportato dai vicini, gli Ambrosio non avevano cani da guardia.

Il fiuto per gli affari Gli affari per Franco Ambrosio sono andati decisamente bene fino alla fine degli anni ’90. Poteva contare su abbondanti linee di credito che gli consentirono di ampliare i propri affari in Africa, Australia e Stati Uniti.

Problemi con le banche Per lui che era il principale concorrente dell’imprenditore del settore, Pasquale Casillo, i primi problemi con le banche e i fornitori iniziarono con l’esplosione di Tangentopoli e con le prime vicende giudiziarie dell’ex ministro del Bilancio, Paolo Cirino Pomicino, suo amico personale.

Il fallimento del gruppo Il re del grano ha dovuto bere fino in fondo anche l’amaro calice del carcere, venendo più volte arrestato e poi scarcerato. Poi l’epilogo della sua vicenda imprenditoriale alla fine delgli anni Novanta con il fallimento del suo gruppo.

Si muoveva col jet privato Ambrosio s’era meritato l’appellativo di re del grano dando, anche visivamente, l’immagine del vincente. E così, simbolo del suo successo era il jet privato con il quale girava il mondo per stringere affari. Meta preferita, la Russia, dove accordi prima giudicati vantaggiosi si sono poi rivelati dei fallimenti visto che produssero 350 miliardi di lire, crediti esigibili per Ambrosio, inesigibili secondo la Procura. Quel jet fu venduto per fare un po' di cassa. Così come è stato venduto anche il fuoribordo Magnum 63, quello col quale Ambrosio solcava il mare di Capri.

Un impero nato nel XIX secolo La storia dell’Italgrani finisce così oggi, tragicamente, dopo aver preso il via nel 1848 grazie ad alcuni mugnai, avi di Ambrosio. Il suo impero, il re del grano aveva iniziato a costruirlo entrando in azienda a 18 anni.