Napoli, bimba soffocata Fermato uno zio per abusi

La piccola, quattro anni e mezzo, veniva lasciata dai genitori alla nonna per tutto il giorno. A usarle violenza un fratello della donna, che ha confessato. La bimba era morta soffocata da un rigurgito

Napoli - È il fratello di una nonna a essere stato fermato, la notte scorsa, dai carabinieri di Casoria, per violenza sessuale aggravata e continuata sulla bimba di quattro anni e mezzo morta ieri a Crispano, nel Napoletano, a seguito di un rigurgito, sul cui corpo i medici dell’ospedale avevano scoperto segni di violenza sessuale. Secondo una prima ricostruzione, i genitori della bimba, visto che lavoravano entrambi, portavano ogni mattina la piccola a casa della nonna.

Referto medico I medici dell’ospedale civile di Frattaminore (Napoli) hanno infatti riscontrato sul corpo di A., 4 anni e mezzo, portata dai genitori al pronto soccorso la scorsa notte, lesioni "verosimilmente riconducibili a violenza sessuale". La piccola è stata soffocata dal vomito. Ma gli stessi medici hanno notato i segni di probabili violenze che la bambina avrebbe subito. Al momento è impossibile risalire alla data delle presunte violenze che comunque, stando ai primi esami, sarebbero recenti.

Le indagini I carabinieri e il pm di turno hanno iniziato l’ascolto delle testimonianze, prima fra tutte quella del padre, un operaio 26enne che da poco lavora per la società autostrade del Brennero, e della madre, una 27enne. La bimba di quattro anni e mezzo era l’unica figlia della coppia ed era spesso affidata alla nonna perché il padre lavora al Nord e torna a casa soltanto per qualche week end e la madre "arrotonda" con lavoro saltuario in una fabbrica. Dopo aver sentito anche altri parenti della coppia, all’alba di oggi è scattato il fermo di pm nei confronti di un fratello della nonna. Ma risposte si attendono anche dall’autopsia, che potrà dare maggiori certezze sui presunti abusi.

La confessione Quarantotto anni, una vita senza lavoro, analfabeta. Per due-tre mesi ha violentato la nipotina di sua sorella, di soli quattro anni e mezzo. Lo ha ammesso ai carabinieri di Casoria: senza né piangere né disperarsi. Quasi come se fosse una cosa normale. "Colpa - dice il capitano dei carabinieri di Casoria, Paolo Cambieri che ha eseguito il provvedimento di fermo - di un forte disagio culturale che ha alle spalle. L’uomo non sa né scrivere né leggere. Una situazione di disagio così forte che quasi non si è reso conto della gravità della cosa". Oggi il fermo dell’uomo sarà tramutato in arresto. E intanto è al vaglio anche la posizione della nonna, mamma del padre della piccola. Nel corso degli interrogatori, la donna ha detto di non essersi mai resa conto di quanto accadeva a casa sua, dove il fratello ha sempre vissuto: i carabinieri stanno accertando se veramente sia andata così.