Napoli, cade dalla barella in corsia e muore

All’uomo viene diagnosticato un trauma toracico e cerebrale, guaribile in otto giorni, ma dopo sei ore cessa di vivere. La procura apre un fascicolo d’indagine

da Napoli

Un tonfo sul pavimento, alle 6 di domenica. Poco più di un gemito di dolore, le forze svaniscono in pochi attimi. In corsia l'allarme lo danno gli altri pazienti, i vicini di barella di Angelo Rispoli, 84 anni, ricoverato con urgenza all'ospedale Cardarelli di Napoli, per una grave crisi respiratoria. Grave, ma non in pericolo di vita.
«Don Angelo è caduto, fate presto sta male», hanno urlato i compagni di sventura dell'anziano e i familiari che li assistevano. E sono scattati i soccorsi. La notizia è stata anticipata dal quotidiano il Roma.
Rispoli è stato portato al Pronto soccorso, dove è stato sottoposto all'esame della tac. Il responso non sembrava crudele nei confronti dello sventurato paziente: trauma toraco addominale e trauma cranico: otto giorni di prognosi. Una sciocchezza. Meno di sei ore più tardi, Angelo Rispoli è morto.
In un paziente a rischio e affetto da gravi patologie è difficile stabilire se vi sia un nesso di casualità, tra la caduta e la sua morte ma, non è da Paese civile, che gente sofferente, debba trascorrere il ricovero in barella e finire sul pavimento come se si trattasse di un cuscino. Quella dei pazienti che rotolano giù dalla lettiga, sembra l'ultima emergenza sanità in Campania: è la terza volta, infatti, nel giro di nove mesi che, nella Regione governata da Antonio Bassolino, un paziente muore in questo modo. Sulla morte di Angelo Rispoli, la Procura di Napoli ha aperto una inchiesta. Come primo atto, il pm che dovrà fare chiarezza su questa vicenda, ha ordinato il sequestro della cartella clinica e la salma del paziente. Una indagine interna è stata disposta dall'assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano. «Sono indignato e addolorato. È incredibile che - ha detto l'assessore di fede demitiana - nonostante i provvedimenti adottati da questo assessorato, per risolvere l'emergenza barelle, ancora si verifichino episodi cosi tragici da non poter trovare spiegazioni di sorta». Già, l'assessore non sa spiegarselo però, l'emergenza barelle soprattutto e l'emergenza cadute, sono un fenomeno che sembrano senza fine in Campania.
Anche sabato notte, ce n'erano nel Reparto di Medicina d'Urgenza. Rispoli era nel corridoio, assieme ad un'altra decina di pazienti «barellati», quando è avvenuto il fattaccio. Malati sistemati in fila indiana sulle loro barelle, a volte sgangherate, con i loro familiari, adagiati su sedie portate da casa.
In ospedale si cerca di ridimensionare la gravità della vicenda. Spiega il Direttore medico del Cardarelli, Franco Paradiso. «Un familiare che assisteva un altro ricoverato, ha visto Rispoli mentre cercava di alzarsi dalla barella. L'anziano non ha battuto con la testa sul pavimento. La tac ha dato un esito negativo, la caduta non c'entra con la sua morte».
Rispoli era arrivato al Cardarelli la notte di sabato scorso, con un'ambulanza del 118. «Le sue condizioni erano serie», spiega Paradiso. Dopo un passaggio in pronto soccorso, poco dopo era stato trasferito in Medicina d'urgenza, dove è rimasto assistito dai familiari fino all'una. Ma, circa sette ore più tardi, l'anziano è caduto. Rispoli è stato riportato in pronto soccorso, per essere sottoposto a vari esami, tra cui la tac e una ecografia. Poi, il ritorno in Medicina d'urgenza, ma, ecco che qui è avvenuto il solito miracolo napoletano: al posto della barella, c'era un letto per accogliere il corpo martoriato di Rispoli. Giusto in tempo per consentirgli di morire con dignità.
carminespadafora@libero.it