«A Napoli la Casta resta sempre in piedi». Rosetta: «Io non c’entro»

«Io non fuggo, io ho le mani pulite», ripete da mesi, anzi da anni, Rosa Russo Iervolino (nella foto). Il sindaco di Napoli ha il coraggio di sorridere anche alla chiusura della relazione della Corte dei conti della Campania. Passati al setaccio 15 anni di centrosinistra in città e in regione. Ecco la sintesi del disastro: «Un’illegalità diffusa, tanti piccoli e grandi sprechi per una pubblica amministrazione malata - denuncia il procuratore regionale Arturo Martucci di Scarfizzi -. Per alcuni settori come la sanità il dato più preoccupante è non riuscire nemmeno ad accertare l’effettiva massa dei debiti. Nessun cambio di marcia, qui la Casta è sempre in piedi. Le parole del capo dello Stato sembra non siano state recepite». Allarme a sirene spiegate con tanto di esempi concreti. Come le «spese di rappresentanza» del consiglio regionale della Campania. Quasi 18mila euro buttati via senza un perché. O meglio, il motivo ci sarebbe, cioè fare gli auguri di Natale a tutti i dipendenti e premiare i bravi politici locali. Seicento piattini decorativi (agli impiegati) e 60 medaglie in oro massiccio (ai consiglieri). «Una spesa di cui non sentiva il bisogno». Una goccia nel mare.
Dai regali alla monnezza, la sostanza non cambia. Adesso la Corte prova a chiedere maxi-risarcimenti a Comuni e consorzi di bonifica per la mancata raccolta differenziata di rifiuti (48 milioni di euro in totale, roba da niente). Chiamando in causa il bacino Napoli 2 e il famigerato bacino Napoli 5, quello coi dipendenti pagati dal Comune per giocare a tressette, grazie a cui si sono bruciati 41milioni in quattro anni. E lei, Rosetta, che fa? Se ne lava le mani, appunto. Sostiene candida: «Ne usciamo bene. Intanto non hanno detto niente sulle nostre spese di rappresentanza e di viaggio... Che volete, noi abbiamo pochi soldi da amministrare». E menomale! Perciò il «buco» nei bilanci napoletani è «solo» di circa 60 milioni di euro. Jamme.