Napoli da Champions solo al ’94

È svanito all’ultimo respiro, anzi oltre, nel recupero del recupero, il sogno dell’Atalanta di aggiungere un’altra perla al suo magnifico avvio di stagione. Nell’ultima mischia, creata dal Napoli nemmeno più convinto di evitare la sconfitta, Cavani ha trovato un pallone sbucato da un groviglio di stinchi e ha trovato la zampata scaccia incubo. Pareggio, va detto senza mezzi termini, decisamente immeritato perché l’Atalanta ha giocato nettamente meglio, costruendo nella ripresa, un numero notevole di occasioni da gol sfumate per un nulla, ha realizzato un bel gol con il suo uomo-simbolo, quel Denis che meraviglia ad ogni partita. Il cannoniere argentino ha anche colpito una clamorosa traversa a portiere strabattuto ed è stato una spina nel fianco della retroguardia napoletana. Insomma, se non è stato dominio atalantino, c’è mancato poco. Semmai si deve battere il petto Colantuono che, presumibilmente per consentire a Denis l’uscita trionfale, ha effettuato una sostituzione che ha avuto l’unico effetto di allungare una partita ormai finita. E, implacabile, è arrivato il castigo di Cavani.
Punto prezioso e insperato per il Napoli, con Mazzarri che, vista la mal parata, nel tentativo di raddrizzare la situazione, ha deciso di inserire i grossi calibri tenuti in panca per un turn over che, ancora una volta, si è dimostrato deleterio.
Il primo tempo, al contrario della vibrante ripresa, è stato povero di gioco, ma ricco di contrasti spigolosi, a volte anche cattivi, frutto dell’acceso agonismo e dai non sempre convincenti interventi dell’arbitro. Ad un inizio con prevalenza di manovra del Napoli, peraltro sempre contenuta dalla difesa nerazzurra, sofferente solo sul lato mancino dove l’avanzante Zuniga riusciva a mettere in difficoltà Padoin, ha fatto riscontro, nella seconda parte del tempo, la reazione della squadra di Colantuono. Ma tante corse e rincorse non hanno prodotto occasioni da gol: Consigli è intervenuto una sola volta per deviare un cross sbagliato di Zuniga, che si era trasformato in insidioso pallonetto diretto nell’angolo alto, mentre De Sanctis, a parte un paio di spaventi sui traversoni di Peluso e Masiello, ha effettuato una sola parata su rasoterra da lontano di Carmona.
Altro copione nella ripresa, con l’Atalanta in cattedra. Fino alla beffa finale di Cavani, che esulta ai microfoni di Sky:
«Sapevamo che questa era una partita che non potavamo sbagliare, che dovevamo almeno prendere un punto. Questo giocare molto spesso lo stiamo pagando un po’, quindi è un punto molto importante e siamo molto contenti e speriamo di continuare a fare bene».
È il momento migliore della stagione? «Sì, diciamo che ho segnato tre gol in due partite, per questo, forse, si può dire che è un momento straordinario , ma l’atteggiamento della squadra, ed il mio, è stato sempre lo stesso, per questo uno si sente ancora più contento, perché uno non molla mai, cerca di lavorare sempre al massimo e dopo le cose arrivano».