Napoli, che spavento ma il Bayern lo grazia

Lo storico ritorno del Napoli nell’Europa più prestigiosa regala un’altra pagina stupefacente. In un San Paolo da record di presenze e incasso (battuto quello precedente che risaliva al 1989, sfida di Uefa con lo Stoccarda) ci voleva la partita perfetta che per merito del Bayern non arriva, ma di fronte alle avversità - un gol subito dopo 97 secondi, un rigore non concesso e un altro a sfavore assolutamente inesistente - si rivelano alleati lo stellone e il portiere De Sanctis, in perenne stato di grazia da tre anni, non a caso coincisi con la scalata partenopea alle vette del calcio italiano e continentale. Dalla paura di essere travolti nel vortice del Bayern, la squadra di Mazzarri riesce così a raccogliere le energie nervose per portare a casa un punto prezioso nell’economia del girone (5 punti al termine del girone di andata), considerata anche la vittoria in rimonta del Manchester City sul Villarreal ormai fuori dai giochi.
La squadra di Heynckes arrivava a Fuorigrotta con un ruolino di marcia stagionale da far tremare vene e polsi: 12 vittorie in 14 partite, 35 gol fatti e uno subito. E il primo tempo del Bayern, orfano di Robben (che è già sicuro salterà anche il ritorno del 2 novembre all’Allianz Arena) è impressionante: calcio semplice ma efficace, 67 per cento di possesso palla, in ogni azione un possibile pericolo per la porta di De Sanctis. Kroos dopo appena 97 secondi, quando il Napoli deva ancora assestarsi in campo trova un’autostrada e trafigge il numero uno partenopeo. Il Napoli accusa il colpo e fatica a riprendersi, anche perchè appare in asfissia da inferiorità numerica a centrocampo, visto che gli esterni Maggio e Zuniga devono spesso tenere d’occhio le discese di Müller e Ribery mentre i tre centrali azzurri sono sul solo Gomez.
Ma la squadra di Mazzarri ha il merito di tenere psicologicamente e di pazientare in attesa del varco giusto. Quello che Maggio trova nel finale di tempo: il suo cross viene toccato da Badstuber (fino a quel punto baluardo insormontabile) e la strana traiettoria mette fuori gioco Neuer, che capitola dopo 1149’ di imbattibilità (l’unico a fargli gol era stato De Camargo del Borussia Moenchengladbach il 7 agosto scorso agli esordi della Bundesliga). Poco prima un tocco di braccio galeotto di Schweinsteiger in area sfuggito all’arbitro Benquerença (42 anni ieri) e al guardalinee Miranda - definito occhio di lince in patria -.
La ripresa non ha i ritmi della prima frazione, ma il Bayern ha una sorta di match ball già in apertura: Gomez ci prova da fuori area, Cannavaro si gira di spalle per respingere il pallone ma l’arbitro di linea Soares segnala al direttore di gara un rigore inesistente. L’abile De Sanctis, una delle arme in più di questo Napoli, sventa il penalty dello stesso Gomez, intuendo l’angolo di battuta sul tiro per altro non irresistibile. Le successive palle gol del Bayern - sempre più rare per la verità - arrivano tutte da disimpegni errati della difesa napoletana, Cavani e Lavezzi non trovano il guizzo in area bavarese. E l’ingresso di Dzemaili serve a Mazzarri per potenziare un centrocampo in sofferenza. Rischi zero fino al termine e la serata sarebbe quasi perfetta se non arrivasse al 93’ il gol di Aguero a Manchester.
La cronaca extra calcio registra quattro tifosi del Bayern accoltellati, ma fortunatamente feriti lievemente. Uno di questi ha chiesto di poter comunque assistere alla partita del San Paolo e si è così unito al gruppo di supporter tedeschi scortati allo stadio dalla polizia.