A Napoli chi è stressato può guidare senza casco

I giudici di pace annullano dieci multe: «Non potevamo fare altrimenti, hanno presentato i certificati medici». I vigili urbani: «Verrà esonerato pure chi soffre di mal di testa?»

Quando si dice «una sentenza che fa discutere». Anzi, litigare. Napoli contro resto d’Italia.
Una guerra scatenata, paradossalmente, proprio dai giudici di pace. I quali hanno annullato dieci multe ad altrettanti motociclisti («parte-nopei e parte-napoletani», avrebbe detto Totò) pizzicati dai vigili campani a guidare gli scooter senza casco. Gli indisciplinati centauri potranno non pagare le contravvenzioni grazie a un certificato medico attestante «il loro grave stato di stress».
Del resto, un certificato medico (a Napoli come a Milano, per dire la verità) non si nega a nessuno, figuriamoci poi per una patologia talmente aleatoria come lo stress.
La notizia, che campeggiava ieri sulla prima pagina del quotidiano Il Mattino, sembra fatta apposta per scatenare contro la città del Vesuvio la solita eruzione di luoghi comuni: «Una cosa simile poteva accadere solo a Napoli...»; «A Napoli non si rispetta il codice penale, figuriamoci il codice della strada...»; «Stress a Napoli? Non si è mai visto un napoletano stressato dal lavoro...» ecc. E la memoria va subito a un altro clamoroso caso napoletano: quello delle magliette con stampata la cintura di sicurezza per ingannare i vigili urbani. La fotografia della maglietta con la banda trasversale nera fece il giro del mondo e poco importa che poi si scoprisse che si era trattato di una bufala organizzata proprio per beffare i mezzi di informazione. E la burla riuscì perfettamente con tanto di titoli in prima pagina: «T-shirt con cintura di sicurezza stampata: ennesima prova della furbizia dei napoletani...».
Questa invece delle multe annullate per stress è tutta roba vera di cui non si capacita il comandante della polizia municipale, Carlo Schettini: «È pazzesco, ora si rischiano sentenze fotocopia». Fatto sta che i ricorrenti hanno dimostrato, attraverso l’esibizione di certificati medici, di trovarsi, al momento della notifica della contravvenzione, in uno stato di depressione o forte stress. Schettini scuote il capo e domanda: «Ma vi sembra possibile?».
A noi no, ma ai giudici di pace sì. «Secondo me - aggiunge Schettini - a un motociclista che dichiara al giudice di pace di essere affetto da stress psicologico dovrebbe essere vietato di andare in moto finché ha questo tipo di problemi. Non vorrei che aumentasse il numero di chi cerca di non rispettare il codice della strada per andare in moto senza casco ricorrendo a una serie di giustificazioni, come un banale mal di testa».
Tenta di metterci una toppa il vicecoordinatore dei giudici di pace, Antonello Di Rienzo: «I casi segnalati vanno esaminati singolarmente. Sulle opposizioni di verbali per guida senza casco non ci sono sentenze “seriali” della nostra sezione».
«Da parte nostra - sottolinea sconsolato il comandante Schettini -, abbiamo intensificato i controlli, sequestrando negli ultimi sette mesi ben 4.500 motoveicoli».
Per riaverli al più presto, i legittimi proprietari si sono già consultati con un esperto. Avvocato? No, medico.