Napoli, colpo milionario in Comune: computer, taxi e consulenti ai politici

Il consiglio all’unanimità inserisce in bilancio un documento che prevede privilegi per tutti gli eletti. A giorni il voto. Solo per i palmari 150mila euro

da Napoli

I vigili urbani di Napoli non hanno le divise perché i soldi mancano? Poco male: presto i 60 consiglieri comunali avranno a loro disposizione pc e palmare dell’ultima generazione. Le strade della città, governata dal sindaco Rosa Russo Iervolino sembrano uscite da un bombardamento aereo, tanto sono un gruviera? Nessun problema. I 60 consiglieri comunali non correranno certo il rischio di fracassare le loro eleganti auto in una buca profonda 30 centimetri e larga mezzo metro, ma potranno circolare con vetture prese a noleggio o a bordo di taxi. Paga il Comune per tutti questi privilegi che, con un accordo bipartisan, i consiglieri comunali si sono autoconcessi.
Con un vero e proprio colpo di mano, nei giorni scorsi, i capigruppo della maggioranza di centrosinistra e della (debole, almeno in questo caso) opposizione di centrodestra si sono concessi una serie di benefit che, invece, con tanto eufemismo - come è spiegato sul frontespizio del documento firmato dai responsabili dei 13 partiti in consiglio - vengono definiti «esigenze prioritarie ed ulteriori risorse necessarie per l’ottimale espletamento delle attività politico istituzionali dei consiglieri comunali di Napoli - Anno 2007».
La prima firma, in calce al documento bipartisan, tre paginette, è quella del capogruppo dei Ds, Antonio Borriello. Subito dopo, quasi a chiarire che palmari, telefonini e tanti altri privilegi non sono né di sinistra né di destra, vi sono le firme dei capigruppo di Forza Italia, Salvatore Varriale, e di Alleanza nazionale, Luciano Schifone. Poi, di nuovo la maggioranza con Diego Venanzoni dell’Udeur, Ciro Boriello dei Verdi, Raffaele Carotenuto di Rifondazione comunista. Infine, Stanislao Lanzotti dell’Udc. Spieghiamo subito che i 13 capigruppo hanno preferito affidare i loro privilegi a un documento (automaticamente inserito nel Bilancio di previsione 2007 al voto nei prossimi giorni) e non a un emendamento «perché darebbe troppo nell’occhio», ha spiegato un esperto e indignato funzionario di Palazzo San Giacomo. Un escamotage inutile (se di ciò si è trattato), visto e considerato che il documento è finito lo stesso nelle mani dei cronisti.
Palmari e portatili verranno a costare alla comunità circa 150mila euro. Ma siamo solo all’inizio di un cammino fatto di spese che, probabilmente, potevano essere evitate e che ammonta a poco meno di un milione di euro.
«L’alta responsabilità a cui è chiamato il consiglio comunale per l’espletamento della delicata funzione di rappresentanza dei cittadini - scrivono nel documento i 13 capigruppo, ovviamente anche a nome degli altri 47 colleghi, neppure un dissenziente - richiede un sostanziale adeguamento di misure e strumenti». Ecco gli altri adeguamenti necessari per salvare Napoli dal baratro. Alla voce «Risorse per il funzionamento dei gruppi consiliari - gestione economale» verrà istituito un fondo unico per l’ammontare di 450mila euro, incrementato circa del doppio rispetto alla erogazione del 2006. Qui i 60 si sono superati: oltre alle solite spese per la corrispondenza e le fotocopie, per l’acquisto di giornali e per la stampa di manifesti, i consiglieri comunali del centrosinistra e del centrodestra si sono regalati, tra l’altro, anche buoni taxi e noleggio di auto. Privilegi che, manco a dirlo, nascono in nome «del mandato conferito dall’elettorato e per finalità istituzionali».
Ma potevano mancare - in un consiglio comunale che, in quanto a privilegi, cerca di somigliare sempre più alla Regione bassoliniana e alle due Camere - le consulenze? Macché: tra le risorse per il funzionamento dei gruppi consiliari ci sono pure quelle. E non solo: compensi a relatori di eventuali convegni, noleggio sale, spese di ospitalità.
«È indispensabile un’implementazione del budget assegnato per lavoro straordinario a favore dei dipendenti che operano nell’ambito dei gruppi consiliari e degli uffici di supporto al Consiglio comunale», è spiegato nel documento dei 13 capigruppo. Morale: il budget per il lavoro straordinario è destinato a passare da 258.228 euro a una cifra «non inferiore a 350mila euro».
Ma ci sono altre buone notizie per i 60 consiglieri comunali di Napoli: i gruppi consiliari andranno presto ad arricchirsi di altro personale. C’è bisogno di forze fresche, per cui, dagli attuali sessanta dipendenti si dovrebbe passare a 130.
Diplomatico il sindaco Iervolino: «In tanti anni di amministrazione non abbiamo aumentato di un euro né il mio compenso né quello dei consiglieri. Se il consiglio, all’unanimità, chiede degli strumenti per lavorare, che siano pc o palmari, vuol dire che non possiamo farne a meno».
carminespadafora@libero.it