Il Napoli contro tutti E la guerra diventa flop

da Roma

Una guerra contro tutti. Non avendo ottenuto la B sul campo, il Napoli schiera una seconda squadra, ma di avvocati. Al Tar del Lazio ce ne sono quattro, dall’amministrativista Vinti all’esperto sportivo Chiacchio, passando per i colleghi Santori e Minervini. Che cercano di ritagliare uno spazio in cadetteria al club partenopeo, beffato nei play-off promozione dall’Avellino. Spazio che al momento non c’è: con il Messina riammesso in A, restano in bilico le situazioni di Torino, Perugia e Salernitana, al momento fuori: grazie al lodo Petrucci, i granata possono rientrare in serie B, umbri e campani in C1. E se venerdì la Caf confermerà la C1 per il Genoa, i ripescaggi sarebbero solo tre e toccherebbero secondo la graduatoria alle retrocesse Vicenza, Pescara e Catanzaro (il Venezia, fallito, sarà probabilmente inserito in serie C2 con il lodo Petrucci). Il Napoli, quarto, sarebbe fuori. Ma ci sono da scrivere altre puntate.
Il blasone della società, il bacino di utenza e l’importanza della piazza: questi gli elementi che il Napoli fa propri di fronte al nuovo caos che sta vivendo il pallone di casa nostra. La società di De Laurentiis era rimasta alla finestra fino alle decisioni di Covisoc e Coavisoc, sperando che i tagli in serie B potessero permetterle la risalita mancata sul prato verde. Dopo, il primo attacco alla regola sui ripescaggi. «Due di questi hanno già usufruito del privilegio in C, deve esserci lo stesso trattamento applicato in A e B», dicono i legali del Napoli. Peccato che per le norme ciò non è un’aggravante, anzi che il ripescaggio di queste formazioni è ammesso.
Il secondo attacco, forte dell’appoggio del ministro Maroni, riguarda la regolarità dei pagamenti Inail. Il Napoli aveva chiamato in causa dieci società, diventate sette prima della Cca del Coni e poi cinque ieri (il Piacenza risulta infatti essere in regola). Il Tar del Lazio ha respinto con un’ordinanza motivata i cinque ricorsi rimasti in piedi contro Ascoli, Brescia, Arezzo, Vicenza – che hanno pagato i tributi il 20 luglio – e Pescara, l’unico club ancora moroso. Ma è già pronto il ricorso al Consiglio di Stato, forse con un’arma in più: di fronte alla terza sezione del Tar gli avvocati dell’Inail hanno certificato che non solo i contributi dovuti all’istituto hanno carattere previdenziale, ma che in sostanza la situazione di insolvenza della serie B sarebbe ampia. E Napoli non smette di sperare.