Napoli, domenica ecologica tra la "monnezza"

All'ombra del Vesuvio la giornata ecologica sembra una beffa, con una città nell'immondizia. Il Comune chiude il centro alle auto ma lascia i rifiuti per le strade. Rivolta in città: molotov contro i cassonetti e binari

Napoli - Da ieri Napoli è più pulita, l'ambiente in cui vive un milione di persone è migliorato, i cittadini possono fare festa. E già: ieri era una domenica ecologica nella città governata da Rosetta Iervolino, una domenica senz'auto e senza moto. Ma con la spazzatura. Oltre quattromiladuecento tonnellate sui marciapiedi, al centro delle carreggiate, nei vicoli, davanti agli ingressi degli edifici, delle chiese e delle scuole. Tranne che a Posillipo, dove vive il governatore Antonio Bassolino e a Santa Lucia, dove il presidente della Regione Campania ha il suo ufficio. È il paradosso di una città che non riesce a togliersi di dosso l’incubo dell’emergenza e che ha sotto gli occhi, ogni giorno, l’insopportabile contrasto tra i quartieri ormai diventati invivibili della città e l’area super-linda di casa Bassolino.

Ieri, i più coraggiosi, gli stakanovisti della bicicletta e del jogging o gli appassionati delle passeggiate, hanno dovuto slalomeggiare per evitare i cumuli, accatastati nel centro cittadino e in periferia, i cassonetti sepolti dai sacchetti e le cataste date alle fiamme. Alla fine della giornata, sono sembrati fuori luogo e completamente stonati i toni trionfalistici dell'assessore comunale all'Ambiente, Rino Nasti, doppiamente felice, non solo per la riuscita della manifestazione ma, anche perché «non ci sono state rivolte contro questa iniziativa, cosi le Cassandre sono state smentite».

Tante le critiche dalla città ma anche dalle associazioni. Una per tutte, quella del presidente dell'Ascom (l'Associazione dei commercianti di Napoli), Antonio Pace. «Riproporre la domenica ecologica, quando gli angoli di tutte le strade sono stracolmi di rifiuti è davvero un'offesa ai napoletani, una presa in giro non solo per commercianti che oltre a essere gravemente danneggiati per la penuria di turisti, si vedranno diminuire anche le presenze dei napoletani, ma per tutti gli abitanti della città».

«Questa domenica ecologica è il simbolo della caricatura di Napoli», dice una anziana, a pochi metri da una collinetta di monnezza nei pressi della centralissima Piazza Municipio. Spera di essere rassicurante l'Asia, (l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti), che ha fatto sapere di essere riuscita nella giornata di ieri a raccogliere 800 tonnellate di giacenze. L'Asia ha poi informato che da giorni si continuano a spargere disinfettanti sui cumuli, allo scopo di limitarne la nocività.

Ma, se l'assessore Nasti esulta perché non ci sono state le 4 giornate di Napoli, contro la domenica ecologica, le rivolte contro la monnezza, anche ieri, sono andate in scena a macchia di leopardo. Nel pomeriggio, nel «dimenticato» quartiere periferico di San Giovanni a Teduccio, la gente ha bloccato la stazione ferroviaria, lanciando sui binari quintali di sacchetti. Nella notte tra sabato e domenica e per tutta la giornata di ieri oltre cento roghi sono stati spenti dai vigili del fuoco. Una molotov è stata lanciata contro una collinetta di sacchetti in via San Tommaso d'Aquino, a poche decine di metri dalla Questura e dal Comune, provocando la distruzione di un'auto. In via Salvator Rosa, nei pressi della chiesa della Resurrezione, alla tabella di una fermata dei bus, è stato trovato un bambolotto impiccato, con la scritta «Bassolino, Iervolino». Ha il ventre tagliato, con dei batuffoli di lana penzoloni. Macabro. Ma dà il polso della situazione sull'«amore» che i napoletani nutrono per il loro sindaco e per il presidente della Regione. E questo rappresenta uno dei motivi della sparizione dalle pubbliche manifestazioni di Iervolino e Bassolino. Vedi festa di Capodanno e Primo maggio.
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