Napoli e Palermo sognano la Champions

Non ci voleva la dirompente Inter di Mancini a rompere le uova nel paniere di Napoli e Palermo. Perché, per soli 4 minuti, azzurri e rosanero hanno accarezzato il sogno di trovarsi in vetta alla classifica. Magari appaiati alla Juventus, se dovesse imporsi nel derby della Mole, ma comunque là in alto. Un sogno e un’anomalia che i nerazzurri hanno cancellato, però trovare due neopromosse (perché tali sono Napoli e Juve) e un’aspirante grande come il Palermo alle spalle dei campioni d’Italia avrebbe comunque il sapore di novità e di antica nobiltà. Gli impegni odierni di Napoli e Palermo non sono affatto proibitivi. Al San Paolo, deserto per motivi di ordine pubblico, alla banda Reja verrà a mancare il sostegno del pubblico, il dodicesimo giocatore, quello che agli azzurri ha sempre saputo suonare la carica nei momenti decisivi. Fa paura, agli avversari ovviamente, il duo offensivo Lavezzi-Zalayeta; fa paura il centrocampo offensivo formato da Blasi, Gargano, Bogliacino e Salvini. Ma al presidente napoletano Aurelio De Laurentiis non è andata giù la conferma delle porte chiuse del San Paolo e il suo attacco alla Corte di giustizia federale è pesante: «Sanzione esagerata, a pagare sono solo i tifosi corretti ed è il Napoli la vera vittima». Da tenere d’occhio però un certo Marco Borriello, tre gol mercoledì scorso all’Udinese e un quarto (sui 4 totali del Genoa) rifilato al Livorno. Ma la voglia di far rivivere i tempi d’oro di Maradona è enorme, la città ci crede, il sogno è iniziato, il possibile secondo posto profuma di Champions.
Non si culla sugli allori il Palermo sul campo dell’Empoli fanalino di coda. La vittoria sul Milan ha galvanizzato l’ambiente che ora incomincia a pensare in grande, a quella Champions, magari, che è nei sogni del presidente Zamparini. L’allenatore Colantuono però non si fida: «Col Milan non abbiamo rubato niente; tutti hanno gridato allo scandalo e allora vediamo se quando toccherà a noi subire ingiustizie si suonerà la stessa grancassa. L’Empoli è temibile perché ha fame di punti». Chi invece denuncia «l’ostilità del potere mediatico» è il presidente Zamparini che ce l’ha con tutti: i commentatori di Mediaset e Sky, la stampa, il Palazzo insomma che non vorrebbe il Palermo così in alto. Ma ai suoi oggi ha «ordinato» categoricamente di vincere.