Napoli, emergenza spazzatura Ue: "Altre sanzioni in arrivo"

I vigili del fuoco sono dovuti intervenire per spegnere 120 incendi. Realacci: "Rischio diossina". Blocco stradale a Pianura contro la discarica di Montagna Spaccata. Tensione con la polizia. Il monito di Bruxelles

Napoli - Protestano dalle prime luci dell’alba i residenti di Pianura a Napoli, contro l’ipotesi dell’apertura del sito di stoccaggio di ecoballe nella Contrada Pisani. Decine di persone stanno effettuando un blocco in via Montagna Spaccata, all’altezza della rotonda Giustino Fortunato. La polizia, intervenuta sul posto, sta procedendo allo sgombero della strada. Una catena umana impedisce alle auto di circolare, rendendo difficili i collegamenti fra il quartiere e il resto della città e il presidio, realizzato anche con alcuni cassonetti capovolti, sta avendo pesanti effetti sul traffico veicolare. A Pianura era annunciato, per le 9 di stamattina, un corteo di manifestanti, le proteste sono iniziate con tre ore di anticipo.

Attimi di tensione Momenti di tensione quando gli agenti hanno effettuato una manovra di alleggerimento, intervenendo sul presidio di manifestanti che bloccava il traffico. Ora è parzialmente ripresa la circolazione delle auto. Ma un gruppo di manifestanti continua a presidiare il posto.

Roghi di spazzatura E’ l’ennesima emergenza rifiuti a Napoli, dove nelle ultime 24 ore i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere circa 120 incendi di immondizia, che era stata lasciata lungo le strade della periferia della città e nei comuni dell’hinterland. "Abbiamo spento 75 roghi la scorsa notte e da questa mattina abbiamo fatto 41 interventi", ha detto un portavoce dei vigili del fuoco. Secondo una fonte del Commissariato per l’emergenza rifiuti in Campania, sono circa 25mila le tonnellate di immondizia accumulate lungo le strade di Napoli e provincia, che non sono state ritirate perché i siti di stoccaggio sarebbero saturi.

Rischio diossina "Appiccare fuoco ai cumuli di rifiuti è come andare di male in peggio. All`emergenza sanitaria, infatti, si aggiunge anche l'emissione di diossina. Bisogna fermare questa pratica estremamente pericolosa per la salute dei cittadini". Lo afferma Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera lanciando l'allarme per i roghi dei cumuli di rifiuti che si stanno diffondendo in tutta la Campania. "Uno studio dell'Unione europea sugli effetti sulla salute dell'esposizione alla diossina - aggiunge Realacci - ci dice che l'incenerimento fai da te di una sola tonnellata di rifiuti urbani indifferenziati produce una media di 400 microgrammi di diossina, ma può arrivare a picchi che superano i 1.000 micro/grammi per tonnellata. Un valore altissimo che può causare gravi patologie, contaminare acqua, suolo e aria, avvelenando coltivazioni e allevamenti".

Monito della Ue Bruxelles avverte l’Italia sul fronte dell’emergenza rifiuti. "Seguiamo molto da vicino la situazione in Campania, e nei prossimi giorni valuteremo se prendere nuove decisioni e adottare nuove misure" ha ammonito la portavoce del commissario Ue all’ambiente, Stavros Dimas. Quest’ultima ha quindi ricordato come l’esecutivo europeo nel giugno scorso abbia già aperto una procedura di infrazione contro l’Italia, rea di non aver seguito le indicazioni comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti. Col rischio di dover pagare nuove multe salatissime e di perdere i finanziamenti comunitari. La cronica crisi dei rifiuti che attanaglia la Campania era finita nuovamente nel mirino di Bruxelles lo scorso giugno, quando la Commissione Ue si disse "scioccata" dalle immagini televisive che mostravano le strade di Napoli invase dall’immondizia e i cittadini disperati che davano fuoco a cumuli di rifiuti. Di qui l’accusa all’Italia di non fare abbastanza per risolvere "un problema che crea rischi di diffusione di malattie e di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo e che dunque desta gravi preoccupazioni per la salute umana e per l’ambiente". Per Bruxelles, in particolare, "gli impianti regionali per lo smaltimento dei rifiuti sono inadeguati, in palese violazione degli obblighi comunitari previsti nella direttiva quadro sui rifiuti". Per questo all’Italia si chiede di "agire prontamente per adeguarsi e rimettere in efficienza gli impianti". A distanza di sei mesi, però - si lamenta negli uffici della Commissione Ue - Bruxelles è ancora in attesa di una risposta da parte del governo italiano. Mentre è ormai scaduto il termine del 24 dicembre fissato per l’attuazione del decreto varato lo scorso giugno che prevede un piano per l’apertura di nuove discariche.