A Napoli guerra di rifiuti anche tra la Ue e Bertolaso

Il commissario europeo critica l’Italia, il capo della Protezione civile
replica: "Noi non accettiamo lezioni". E "congela" la nuova discarica

Terzigno (Napoli) Mentre i talebani del Vesuvio lanciano molotov contro la polizia, La UE «spara» accuse contro il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso. «Sono molto preoccupato per quanto succede attualmente in Campania. La Commissione sta ancora valutando la documentazione che ci e' stata trasmessa dalle autorità italiane all'inizio di ottobre, ma la situazione odierna ci fa pensare che le misure adottate dal 2007 in poi sono insufficienti». Nella tarda mattinata di ieri le agenzie «sparano» le dichiarazioni del commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik. A stretto giro la replica di Bertolaso, da due giorni spedito a Napoli dal premier Berlusconi, per affrontare la nuova emergenza rifiuti a Napoli.
«L'Unione Europea farebbe bene a fare il proprio mestiere e invece di dare giudizi dovrebbe dare una mano a trovare alternative» esplode il capo della Protezione civile da l'Aquila dove aveva fatto un “salto“ per partecipare ad alcune cerimonie. Poi, le spiegazioni di Bertolaso all'UE ma, anche ai napoletani. «Noi abbiamo fatto tutte le analisi, tutte le verifiche e tutti gli studi possibili. Al momento non sembra che ci siano alternative. Incontrando i sindaci del vesuviano li ho invitati a presentare eventuali progetti diversi, se ci sono».
Poi, il Sottosegretario ha voluto essere rassicurante nei confronti del popolo napoletano. «Le cose funzioneranno, si è trattato di un momento di fortissima tensione e grande disagio che io spero si possa risolvere anche nelle prossime ore, perché è questa poi la condizione da parte nostra per andare avanti con tutti gli impegni che stiamo prendendo». Con una punta polemica alle amministrazioni locali napoletane, Bertolaso ha poi sostenuto che vi sarebbero «le premesse per poter continuare ad aprire le altre discariche previste del piano, per far funzionare Acerra (Napoli) come sta già funzionando, per aprire gli altri due impianti di termovalorizzazione e per fare finalmente una raccolta differenziata che sia vera nei fatti e non solo nei numeri che vengono distribuiti».
Rivolgendosi poi agli abitanti dell'area vesuviana, il Sottosegretario ha ricordato che «lo stabilimento di cava Vitiello era stato inserito due anni fa in un decreto legge approvato all'unanimità, perché alternative per la provincia di Napoli non sono state individuate ma, si tratta di una soluzione temporanea che si può rileggere e riorganizzare per evitare di andare contro la popolazione locale». Ma in serata Guido Bertolaso ha reso noto di avere deciso il «congelamento di cava Vitiello a Terzigno come seconda discarica e la bonifica immediata della ex cava Sari che resterà aperta fino a eseurimento». Bertolaso ha poi assunto l’impegno di «escludere cava Vitiello dalla legge del 2008».
Sulla questione Napoli è scesa in campo anche il ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo che ha difeso il lavoro dell'esecutivo. «Il piano predisposto dal Governo per realizzare in Campania un corretto ciclo dei rifiuti è assolutamente adeguato, ha ragione Bertolaso, e porrà fine a una situazione di non gestione del settore durata almeno 15 anni. Non appena saranno realizzati i termovalorizzatori di Napoli e Salerno, il piano andra' a regime e non si verificheranno più situazioni come quelle di questi giorni».
Due notti fa, la guerriglia a Terzigno ha raggiunto vette mai toccate in un mese di assalti alle forze dell'ordine. A mezzanotte scatta il segnale: la Rotonda Panoramica piomba nel buio. Un attimo dopo contro le 'divise' vengono indirizzate batterie di fuochi pirotecnici, razzi esplodenti, pietre, bottiglie. Mezz'ora più tardi i talebani del Vesuvio lanciano una mezza dozzina di molotov contro polizia e carabinieri. Due poliziotti e due carabinieri restano feriti in modo non grave. Poi, la carica contro i dimostranti. È un fuggi fuggi generale. Le forze dell'ordine esplodono candelotti lacrimogeni per disperdere centinaia di guerriglieri vesuviani, tra i quali molti giovanissimi. Indossano caschi, sciarpe e bavagli per coprirsi i volti e non essere riconoscibili.
La situazione poi torna calma. Neppure un autocompattatore riesce a scaricare i rifiuti nella discarica Sari mentre a Napoli, invasa da oltre 2500 tonnellate di rifiuti, si vivono altri minuti di sciagurati assalti ai cassonetti dei rifiuti. In questo caso, il dramma della monnezza non c'entra: ad entrare in azione, infatti, secondo gli investigatori sarebbero stati i disoccupati organizzati che, da settimane stanno mettendo a fuoco, ad ogni ora del giorno, la città. Anche un autocompattatore finisce tra le grinfie dei teppisti: il conducente è stato sbattuto fuori dalla cabina di guida, poi data alle fiamme.
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