Napoli, impiegato rapinato e ammazzato per pochi euro

Negli ultimi giorni escalation di violenza La polizia: «In atto una guerra per bande»

da Napoli

Mica c’è solo il dramma della monnezza a Napoli: camorra e microcriminalità, meglio ricordarlo, non sono state ancora sconfitte.
Due notti fa, Domenico Costabile, 49 anni, dipendente di una Asl cittadina, è stato massacrato da due rapinatori. Misero il bottino: l’impiegato, infatti, è stato ucciso per pochi euro.
I malviventi lo hanno colpito con il calcio della pistola sulla testa. Un accanimento inaudito nei confronti dell’inerme impiegato. Costabile è morto per un’emorragia cerebrale. «Aiutatemi, mi hanno rapinato, erano in due e avevano una pistola», sono state le sue ultime parole prima di smettere di respirare. L’uomo era andato a cena con un gruppo di amici a Barra, periferia orientale di Napoli, uno dei peggiori quartieri della città. Una volta uscito dal locale, Mimmo, come lo chiamavano gli amici e i familiari, ha voluto essere ancora una volta gentile. «Ragazzi, vado a prendere l’auto e andiamo via». Ma, durante il breve tragitto, Domenico è stato assalito dai due malviventi. Volevano i suoi soldi. Barcollante e ormai in fin di vita, è riuscito a raggiungere gli amici: inutile la corsa in ospedale, Mimmo è morto durante il tragitto. La Sezione antirapina della questura, sta svolgendo indagini nel mondo della microdelinquenza e dei tossicodipendenti. I due assassini potrebbero essere drogati a caccia di soldi per poter comprare l’eroina. Hanno preso quello che hanno potuto, pochi spiccioli, tanto che altri euro sono stati trovati nelle tasche della vittima.
Due giorni fa in tutta Napoli, ci sono stati altri episodi criminosi ai danni di inermi cittadini. L’abbondanza di violenza ha indotto, probabilmente, la questura del capoluogo campano, a censurare i più gravi. Una beffa per la polizia napoletana, ad esempio, l’aggressione subita dal sindaco di Pompei, Claudio D’Alessio, rapinato dell’orologio del valore di circa 10mila euro da due malviventi armati di pistola. D’Alessio si trovava in compagnia della moglie e di un’altra coppia in via Stendhal, a circa cento metri dalla questura.
Un incubo l’assalto subito nel proprio studio, dall’avvocato Rosario Rusciano, ex assessore comunale dell’ex Pli e giudice tributarista.
Il noto professionista è stato picchiato da due malviventi ma non è ancora chiaro il movente del pestaggio. Rusciano è finito all’ospedale. È successo nella centralissima Riviera di Chiaia: a pochi passi c’è un commissariato.