Napoli, l’ultima beffa sui rifiuti Nominato un altro commissario

da Napoli

’O pacco. De Gennaro punto e a capo. Trentasei giorni dopo essere sbarcato a Napoli, per salvare la Campania dalle cinquecentomila tonnellate dei rifiuti che la stavano «affogavando» (ma, adesso ce ne sono ancora 250mila), l'ex capo della polizia si è accorto che sulle discariche gli avevano passato dei dati falsi. «Le carte che abbiamo trovato segnalavano cose ben diverse rispetto a quelle che abbiamo trovato dopo avere eseguito altri esami, compresi i carotaggi obliqui e le analisi del terreno», rivela il commissario di governo quando mancano 82 giorni alla fine del suo mandato conferitogli dal presidente Prodi. Dati falsi, un «pacco», dunque: per questo motivo il commissariato ha dovuto fare marcia indietro e andarsene da Tre Ponti, a Montesarchio. Lealmente, l'ex superpoliziotto, ammette. «La gente aveva ragione. I siti che volevo riaprire? Guai ad avvicinarsi». Certo, avevano ragione le popolazioni che avevano alzato le barricate, ad urlare che a Pianura, Difesa Grande e in tutti gli altri luoghi dove per giorni c'erano state proteste, avevano «già dato». E problemi ce ne sono pure nei suoli dell'ex Manifattura tabacchi, a Granturco, periferia industriale di Napoli, dove sono state trovate falde d'acqua e catrame, dove si era pensato di andare a buttare altra munnezza. E il colpevole dei falsi dati? Ne ha uno, l'onorevole Paolo Russo, ex presidente della Commissione parlamentare sulle Ecomafie. «A De Gennaro hanno fatto un pacco, come quelli che si fanno alla stazione centrale. Le bonifiche, mai iniziate in Campania, dovevano rappresentare il presupposto per quelle scelte. Viceversa, siccome Antonio Bassolino, ex Commissario alle bonifiche, aveva la necessità di coprire le sue inefficienze, ha distorto i dati, inducendo il povero De Gennaro verso scelte oggettivamente impraticabili».
Inutilizzabili le vecchie discariche, mai più riattivabili, ma da bonificare e anche con urgenza, De Gennaro punterà sui nuovi siti, già individuati nel decreto Bertolaso del luglio scorso: a Savignano Irpino (Avellino), Sant'Arcangelo Trimonte (Benevento) e Terzigno (Napoli).
Sul «pacco» ricevuto, De Gennaro, non se ne è stato con le mani in mano. «Ho scritto ai miei referenti. Ho spiegato loro che le cose sotto questo aspetto, non funzionano». Adesso, il dimissionario Prodi sa, Pecoraro Scanio, pure lui con la valigia in mano sa. L'ex capo della polizia non ha ancora presentato denuncia al procuratore Giovandomenico Lepore ma, in Procura, sono pronti ad aprire un nuovo fascicolo sull'infinito scandalo dei rifiuti in Campania. Tornando al commissariato di governo alle Bonifiche, chiuso il 31 dicembre dello scorso anno, nei giorni scorsi Prodi ha nominato un nuovo commissario, Massimo Menegozzo, dotandolo di poteri ordinari, quindi, senza fondi. Menegozzo, subentra, indovinate a chi? Al collezionista di commissariati: l'imputato Antonio Bassolino e ai suoi due vice, Cesarano e Vanoli. Alla fine del 2007, il Commissariato di governo alle Bonifiche aveva chiuso con un bilancio fallimentare.