Napoli, maxi sequestro di latte cinese al veleno

Entrati in Italia illegalmente quintali di latticini asiatici. In puglia tracce di melamina in tre prodotti

Napoli - Dieci quintali di latte contenenti sostanze tossiche, tra cui la melamina sono stati confiscati dal Corpo forestale dello Stato, a sette imprenditori cinesi. Ma, si tratta solo di una parte della più importante e massiccia operazione mai eseguita nel nostro Paese, a tutela della sicurezza nazionale, contro gli importatori della Repubblica Popolare cinese. Il latte era contenuto in lattine, stile Coca-Cola, recanti l’ingannevole scritta in lingua americana «Milk drink». La forestale napoletana, coordinata nell'Operazione «Lanterne rosse», dal generale Fernando Fuschetti e dal colonnello Vincenzo Stabile, ha confiscato oltre venti tonnellate tra generi alimentari e prodotti farmaceutici. Tutta roba nociva, destinata ai centri commerciali gestiti dai cinesi. Il tempo di assolvere alla burocrazia e il latte e gli altri prodotti confiscati, verranno distrutti. Il Corpo forestale ha sequestrato anche un negozio e un deposito gestiti dagli asiatici e denunciato 7 imprenditori. Per celebrare questo duro colpo alla discutibilissima imprenditoria asiatica, si è precipitato a Napoli, il ministro per l’Agricoltura, Luca Zaia. Soddisfatto per il successo «e per il grande lavoro di intelligence svolto da uomini e donne della forestale», il ministro della Lega, ha posto alcuni paletti, riguardo la sicurezza alimentare degli italiani. «Chi mette a repentaglio la salute, va trattato come un delinquente» ed ha ribadito la «tolleranza zero per chi altera gli alimenti».

Zaia ha poi spiegato che, melamina o no, «il latte cinese è vietato in Italia e va comunque sequestrato». Oltre al latte, la Forestale ha confiscato anche 3 quintali di mozzarella, 50 chilogrammi di altri tipi di prodotti caseari, un quintale di the al latte, un quintale circa di papaia e 7 chili di zampe di gallina, proibite in Italia, perché a rischio per l’influenza aviaria. Anche il pesce confiscato verrà distrutto, perché «è stato interrotto il ciclo del freddo, essendo stato più volte scongelato e poi ricongelato». Insomma, i cinesi hanno dimostrato ancora una volta di non avere alcun rispetto verso la tutela della salute del consumatore: italiano oppure connazionale, per loro non fa differenza.

I prodotti farmaceutici sequestrati, erano di due tipi: un olio essenziale ricavato dal musco, un cervo che rientra tra le specie animali protette e una medicina a base di «saussurea costus», utilizzata per patologie gastriche.

Ma, sul latte alla melamina di provenienza cinese, sono arrivate anche altre notizie, diffuse dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini: due campioni, sequestrati a Modugno, in provincia di Bari e a Poggiomarino, nel Napoletano, sono risultati entrambi positivi alle analisi. Per gli esami ai dieci quintali sequestrati dalla forestale napoletana, invece, bisognerà attendere una decina di giorni.
L’allarme melamina, non affligge solo l’Italia ma anche Francia, Slovacchia, Ungheria, Olanda, Belgio, Austria e Germania. Come si ricorderà, il latte «corretto» alla melamina, ha provocato in Cina la morte di 4 bambini e il ricovero di oltre 53mila. Il sottosegretario Martini ha annunciato che «ci sarà un accentramento dei punti di importazione in Italia, e questo al fine di concentrare le forze e avere controlli più stringenti sui prodotti alimentari provenienti dalla Cina».