Napoli nuovo cinema Paradiso il basket ha ritrovato la fantasia

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Oscar Eleni

Nuovo Cinema Paradiso per il basket che ritrova la grande anima del Sud, che consegna la ventesima coppa Italia alla Napoli di Giuseppe Maione sfinito e in lacrime, stressato come il suo rivale Toti e il sindaco di Roma Veltroni, dopo la vittoria (85-83) della Carpisa ai supplementari contro una Lottomatica sfiancata, esaurita alla fine di un grande torneo. Festa grande per una città che ritrova il trofeo vinto, ai tempi della Partenope e di paron Zorzi, con il sostegno di Borghi, nel 1968, ma questa volta l’operazione è tutta napoletana anche se la città ha fatto fatica ad accorgersene fino a delirare per questi omoni che sanno battersi, per questi artisti che sanno avere fantasia, anche se per allenarli Piero Bucchi deve sempre soffrire, caro sindaco Jervolino.
Partita onorata da tutti nella bella arena di Forlì ancora una volta pienissima, quando gli eterni scontenti pensavano di avere tribune mezze vuote, governata dalla saggezza di Pesic fino a quando Roma, senza un pivot vero, ha retto fisicamente pur essendo spremuta da due battaglie campali con Fortitudo e Siena. Avanti anche di 12 punti, ha sentito che l’anima non poteva bastare perché Napoli aveva cuore, aveva Greer (22 punti), ma soprattutto il sindaco Mason Rocca che anche con un occhio malconcio ha trovato la strada della gloria, segnando, prendendo 6 rimbalzi offensivi. Per Bucchi un protagonista in ogni angolo del campo, prima Stefansson, poi il Sesay che Napoli ha portato via a Siena e Milano, quindi Morandais, ma tutti hanno messo una pietra per la nuova casa partenopea della coppa: Spinelli con la sua sfacciataggine, Larranaga con la tenacia difensiva, il capitano Morena con un tiro da tre alla fine del primo quarto, l’airone Cittadini con il rimbalzo decisivo recuperato nel cuore del supplementare per l’82-77 che, in pratica, ha sigillato il trofeo anche se ci sono stati singhiozzi e patemi fino all’ultimo. Se ne vanno abbracciati i tifosi di Napoli e Roma, Maione bacia il rivale Toti, Hawkins (23 punti) regala il trofeo Ravaglia, quello del miglior giocatore, al suo compagno di università a Temple, Lynn Greer, il magico folletto che negli striscioni dei tifosi viene paragonato a Maradona.
Una notte davvero speciale, vissuta bene, per una partita difficile, dove le difese hanno incatenato attaccanti fantasiosi, dove Roma, partita alla grande con Bodiroga (17), andata avanti con super Tusek (16), sfruttando la forza di Hawkins, si è esaurita nel momento in cui le sono mancati punti di riferimento offensivi perché Righetti non era ispirato come contro Siena, perché Ilievski, sfiancato dalla marcatura di Greer, non è più stato lucido, ma tutti ci hanno dato dentro e Tonolli, alla fine, ha fatto il massimo sotto canestro dove però imperava quel Mason Rocca che ha vinto i Giochi del Mediterraneo con la nazionale italiana e che noi porteremmo al mondiale perché è di gente generosa che ha bisogno la nuova creatura di Recalcati.