Napoli, omicidio tra ragazzi. Il killer ha 14 anni. La madre: "Ergastolo"

La vittima, Luigi Sica, non aveva ancora 16 anni, l'assassino (Ciro P.) ne compirà 15 a luglio. La mamma dell'assassino: &quot;La mia vita è finita&quot;. <a href="/a.pic1?ID=150044" target="_blank">La Iervolino: &quot;Venti anni per cambiare</a> la mentalità di questa città&quot;

Napoli - Un quindicenne uccide a coltellate un sedicenne. Entrambi incensurati. Una lite banale, dopo qualche battutta scambiata in strada tra due gruppi di amici. Uno sguardo sbagliato. Coltellate al cuore. Anno 2007, Napoli, Italia. Sembra un film splatter, una brutta copia di un Quentin Tarantino d'annata. L'omicidio è di ieri sera, il fermo del colpevole delle prime luci dell'alba. Gli agenti della squadra mobile della questura di Napoli hanno fermato l'assassino di Luigi Sica, il sedicenne accoltellato ieri sera durante un litigio per futili motivi. E' un quindicenne, incensurato. La polizia ha fornito solo il nome, Ciro P., 15 anni da compiere a luglio.

Il fatto La lite ieri sera in via Santa Teresa degli Scalzi. Fatali alla vittima i colpi ricevuti alla zona del pericardio (la memebrana che racchiude il cuore) e alle costole. Luigi Sica era incensurato, avrebbe compiuto 16 anni tra qualche mese, era con un gruppo di amici quando è scoppiata una lite con altri coetanei. All'improvviso è comparso un coltello e il ragazzo è stato colpito alla gola. Subito dopo il feritore, Ciro P., si è dileguato. La vittima, invece, è finita a terra, priva di sensi, in una pozza di sangue. Le sue condizioni sono apparse subito disperate. Sica è morto poco dopo il ricovero al San Gennaro di Napoli.

I ragazzi Ciro P., 15 anni a luglio, appartenente a una famiglia di persone perbene di fascia sociale medio bassa, ha accoltellato Luigi Sica forse per uno sguardo di troppo. Sulla futilità dei motivi non ha dubbi il pm che ha disposto il fermo del ragazzo al termine di serrate indagini della polizia aiutate dalle testimonianze degli amici della vittima. Luigi, figlio di un muratore che abita nel rione Materdei, un piccolo lavoro in una pelletteria, 16 anni compiuti a luglio scorso, era in strada con gli amici in via Santa Teresa degli Scalzi. Davanti al distributore di benzina come ogni sera. Due chiacchiere, una sigaretta. Ciro, di giorno lavora come meccanico in una piccola officina, esce con un'altra compagnia. Abita anche lui a Materdei, ma non conosce Luigi. Fino all'occhiata sbagliata, al coltello nel cuore.

La madre della vittima E' disperata la madre di Luigi Sica. Scorrono le lacrime, il tempo non passa mai, una domanda dietro l'altra. Le risposte non ci sono. Via Celentano, quartiere Sanità. Lacrime e disperazione. "Mio figlio non c'è più - strilla la donna - devono pagarla, devono dargli l'ergastolo. Luigi era un bravo ragazzo, non ha mai fatto male a nessuno". La donna continua a gridare il suo dolore a a domandarsi il perché dell'accaduto e invoca giustizia: "I responsabili devono andare in carcere - ribadisce tra le lacrime - e anche i genitori devono provare lo stesso dolore che stiamo provando noi. A Napoli non c'è giustizia quella giustizia che dovrebbe evitare che accadano episodi simili. Non posso pensare al letto di Luigi vuoto".

Il padre "Siamo persone buone, oneste. Luigi era un bravo ragazzo. Spero che chi lo ha ucciso resti in carcere". Ciro Sica, il papà del 15enne ucciso con una coltellata sferratagli da un coetaneo durante una lite ieri sera, non riesce a darsi pace e come la moglie Anna invoca giustizia. "Chiediamo giustizia per nostro figlio - ripete - Spero che chi ha ucciso Luigi resti in carcere. Oggi si esce troppo facilmente, questo non deve accadere. Ora non ho più mio figlio. Stavo in giro con il cane ieri sera - racconta Ciro Sica - quando sono stato avvicinato da un amico di mio figlio che mi ha detto che Luigi era stato portato in ospedale".

La famiglia dell'omicida La porta dell'appartamento in vico Neve dove vive Ciro P., il giovane che ieri sera con una coltellata al cuore ha ucciso Luigi Sica, è chiusa. All'interno dell'abitazione non c'è nessuno. I familiari sconvolti per l'accaduto, secondo quanto raccontano i vicini, sono andati via ieri sera, dopo la tragedia. Quella di Ciro viene descritta da tutti come una famiglia sana, composta da persone perbene e dedite al lavoro. I vicini raccontano che ieri la mamma del giovane, disperata per l'accaduto ripeteva in lacrime: "È finita la mia vita, penso al dolore dell'altra mamma; io mio figlio anche se in carcere posso vederlo mentre lei lo ha perso per sempre". È stato il padre, che lavora come addetto alle pulizia alla Nunziatella ad accompagnare il figlio in questura a raccontare l'accaduto. Il giovane viene descritto da tutti come un bravo ragazzo, senza grilli per la testa e grande appassionato, come la sua vittima, di calcio.