A Napoli ormai smaltiscono solo i soldi pubblici

da Napoli

Chiude con un bilancio fallimentare, il Commissariato di governo alle bonifiche, retto da un subcommissario che, sei anni fa, aveva ricevuto la delega dal collezionista di commissariati di Governo, Antonio Bassolino. Chiude senza avere svolto i suoi compiti: 350mila tonnellate di rifiuti speciali rimasti a terra, mentre la bonifica e la rimozione di veleni da una ottantina di comuni, che ricadono nel sito di interesse nazionale del litorale domizio, non è mai avvenuta. Bonifica e rimozione avrebbero dovuto riguardare una montagna di rifiuti: circa 475mila metri quadrati di terreno e altri 180mila di cave, come ha rivelato il Corriere del mezzogiorno.
I lavori, affidati nel 2001 alla società Jacorossi, dovevano concludersi a ottobre dello scorso anno ma, anziché un territorio bonificato, la Jacorossi ha presentato il conto al Commissariato, ovvero una richiesta di risarcimento danni per la mancata attivazione di una discarica, che avrebbe dovuto accogliere i rifiuti speciali. Jacorossi si è «accontentata» di 20 milioni di euro, arrivati da una transazione con il governo, a fronte dei 101 richiesti. Nel 2001 la Jacorossi stipulò un accordo in base al quale avrebbe ricevuto la somma di 117 milioni di euro, più Iva: ne ha spesi 33. Prima che il Commissariato fosse sciolto, Jacorossi ha ricevuto un nuovo incarico: altri 140 milioni di euro, per portare a termine la bonifica del litorale domizio entro 20 mesi, ma due già sono svaniti. Basteranno?
Intanto, la Commissione europea ieri ha inviato al governo italiano un parere motivato relativo all’emergenza rifiuti: è l’ultimo avvertimento ufficiale, prima di un eventuale deferimento alla Corte di giustizia Ue. Il commissario all’ambiente, Stavros Dimas ha detto che «la situazione in Campania è intollerabile e capisco molto bene la frustrazione dei residenti che temono per la loro salute». Intanto, sulla gara per la costruzione del termovalorizzatore di Acerra, andata deserta, il Commissario di governo, Gianni De Gennaro ha spiegato che, pur essendo «una cosa grave, influisce relativamente sulla gestione in emergenza dei rifiuti».
Ieri, ancora una giornata di tensioni nelle zone di «guerra» alla riapertura delle discariche: a Napoli, davanti alla ex manifattura tabacchi, a Marigliano, dove sono state bloccate autostrada e vie di accesso al sito e nel Napoletano, dove le discariche sono le strade, i marciapiedi davanti alle scuole, alle chiese e agli edifici pubblici.