Napoli, pizzeria chiude per rifiuti

A Melito, un pizzaiolo è costretto a cessare la sua attività a causa dell'immondizia accastata davanti al suo locale. E ha appena pagato la tassa per i rifiuti

Napoli – “Chiuso per rifiuti”. Suona un po’ così la decisione di un pizzaiolo di Melito, nel Napoletano, di chiudere la propria attività dopo tredici anni di lavoro. Luigi Caiazzo, 53 anni, proprietario della pizzeria “Il Pozzetto”, di fronte alla montagna di rifiuti che ostruisce l’ingresso del suo locale non ha trovato alternative: “Il mio giro di affari è crollato dell'80% in poco tempo, e così non posso andare avanti. Il sabato sera facevamo una media di 400 pizze. Ora non arriviamo a 150. D'altra parte, come non capire i clienti, con questa puzza, chi verrebbe a mangiare qui?".

I rifiuti all'ingresso L’immondizia ha invaso quattro dei cinque posti macchina destinati ai clienti del locale e impedisce loro di entrare, oltre che a disturbarli con il fetore. "E' troppa - si lamenta, mentre cerca di rimuovere con una pala la marea di rifiuti dati alle fiamme davanti l’ingresso - per poter resistere”. La scelta di chiudere “Il Pozzetto” non è stata semplice: "Avrei voluto passare l'attività a mio figlio, ma a queste condizioni non è possibile. Sono costretto ad arrendermi".

La beffa delle tasse Oltre il danno, la beffa: lo scorso mese il signor Caiazzo ha pagato 1.750 euro di tassa per i rifiuti: "Come se non bastassero le tasse, la concorrenza e la criminalità, adesso anche l'immondizia. E' veramente troppo per provare ad andare avanti", si sfoga il pizzaiolo. Per questo motivo sulle vetrine della pizzeria sono stati appesi due cartelli con la scritta “Cedesi attivita'”: nell’attesa che qualcuno si faccia avanti con una proposta concreta, “Il pozzetto” resta aperto, ma a porte chiuse: "E sennò - chiede Caiazzo- come faccio con la puzza?".