Napoli Presa «Rosetta» primula rossa della camorra

NapoliQuando si è resa conto di avere poche chance per sfuggire all'arresto, è corsa ad infilarsi sotto il letto del padre ma è stata scoperta e ammanettata. La carriera di donna boss della camorra di Rosa Petrosino, «Rosetta» per il suo entourage, è finita ieri mattina a Casandrino, una delle roccheforti del clan, che guidava da quando il marito, Vincenzo Marrazzo detto «l'elettrauto», capo dell'omonimo clan, era stato arrestato. Donna Rosetta se l’era cavata per il rotto della cuffia lo scorso 3 marzo, quando all'alba di un blitz, ordinato dai Pm della Direzione distrettuale antimafia, sfuggì alle manette mentre altri 24 presunti affiliati alla cosca, furono sbattuti in cella. Il clan Marrazzo è attivo a Casandrino, Sant'Antimo e Grumo Nevano, zone a nord di Napoli, dove è molto alta la densità criminale. La boss era arrivata da poco tempo a casa del padre, per trascorrere le festività pasquali ed è proprio su questo che i carabinieri hanno puntato. Feste comandate e famiglia per tanti camorristi sono un imperativo a cui assolvere. Era già successo in passato che boss di tutto rispetto, finissero ammanettati nei giorni «comandati»: un nome su tutti, quello del potente Eduardo Contini, detto «'o romano», beccato a Capodanno di 15 anni fa (penultimo arresto), mentre, in una villa di Cortina d'Ampezzo, vestito in smoking, stava stappando una costosissima bottiglia di champagne. Lo stesso marito di Rosetta Petrosino, inserita nell'elenco del ministero dell'Interno dei 100 latitanti più pericolosi, fu arrestato mentre stava festeggiando il diciottesimo compleanno del figlio. La capoclan è accusata di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni.