Da Napoli un progetto per battere l’artrite

Unità operative e raccolta di dati on-line per migliorare la prevenzione della malattia

Gianni Mozzo

Si può combattere efficacemente l’artrite reumatoide in Campania: ne sono convinti i promotori del progetto Near (Napoli early arthritis) che prevede un’alleanza tra medici di base e reumatologi per tentare di alleviare le sofferenze di tanti malati e, soprattutto, prevenire con diagnosi precoci e cure mirate l’insorgere di una patologia spesso invalidante. L’artrite reumatoide, infatti, se diagnosticata per tempo, può migliorare significativamente sia sul piano della qualità della vita che dello sviluppo della disabilità permettendo, soprattutto, il mantenimento dell’attività lavorativa, che si perde nella quasi totalità dei casi a circa dieci anni dall’esordio. Attualmente i pazienti hanno una speranza di vita ridotta rispetto alla popolazione generale per una elevata incidenza di malattie cardiovascolari. Tutto questo con costi altissimi per la sanità pubblica.
Nonostante ciò, affermano i promotori del progetto, si perde ancora molto tempo, mentre si potrebbero trattare precocemente i pazienti che non rispondono ai farmaci tradizionali, con nuove medicine (farmaci biologici: gli anti-TNF alfa, quali ad esempio infliximab). Il progetto Near è promosso dal Gruppo italiano per lo studio della early arthritis (Gisea) e dalla Società italiana di medicina generale (Simg). Spiega il professor Gabriele Valentini, ordinario di reumatologia nella seconda università di Napoli: «Vogliamo dar vita ad un percorso di dialogo interattivo fra i medici di medicina generale e gli specialisti con lo scopo di creare e far funzionare un'early arthritis clinic dove poter curare questi pazienti. I medici di medicina generale coinvolti (aderenti alla Simg), sono rappresentati dal dottor Gaetano Piccinocchi. I reumatologi di riferimento sono della seconda università di Napoli».
Il confronto pubblico, aggiunge Valentini, ha rappresentato «la prima manifestazione del Gruppo italiano per lo studio della early arthritis (Gisea), un progetto che raggruppa 15 unità operative di reumatologia universitarie italiane. Dallo scorso gennaio abbiamo come obbiettivo quello di riunire ricercatori clinici capaci di lavorare in rete al fine di ottenere risultati significativi. Al ministero e assessorati alla Sanità forniremo questi dati per una efficiente politica sanitaria reumatologica».