A Napoli un quartiere assalta la polizia per proteggere i pusher

A fomentare la rivolta un pregiudicato: dai balconi la gente ha buttato di tutto sugli agenti

da Napoli

Ancora una rivolta popolare a Napoli, ma questa volta l’emergenza rifiuti che sta soffocando la Campania non c’entra nulla. È una scena già vista molte volte in città quella consumatasi la scorsa notte in via Padre Ludovico da Casoria, dove duecento persone hanno aggredito due pattuglie di agenti della questura per favorire la fuga di tre persone fermate durante un’operazione di contrasto allo spaccio delle sostanze stupefacenti.
Sulle auto degli agenti, che avevano proceduto a bloccare i tre malviventi, è piovuto di tutto: dai balconi delle abitazioni del quartiere sono state lanciate lattine di bibite ancora piene, pietre di grosse dimensioni, mattoni, pezzi di marmo e altri oggetti contundenti. Obbiettivo: favorire la fuga dei fermati.
Protagoniste della sollevazione popolare, come spesso accaduto in questi casi, sono state per lo più donne fomentate, secondo quanto ricostruito dagli agenti di rinforzo prontamente intervenuti sul posto, da un pregiudicato della zona: si tratterebbe di Franco Imparato, 33enne, sottoposto all’obbligo di sorveglianza speciale e denunciato, per l’episodio dell’altra notte, in stato di irreperibilità proprio per la violazione della misura cautelare alla quale era sottoposto. Sarebbe stato lui a dare inizio alla ribellione contro le forze dell’ordine.
Il peggio è stato evitato soltanto con l’arrivo sul posto di altre Volanti che hanno supportato l’attività dei poliziotti che si trovavano già sul posto e cercavano di sfuggire all’aggressione e al lancio di oggetti. Le tre persone fermate sono state comunque arrestate per detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio: si tratta di Kalid Ahmade, 33 anni, tunisino, Angelo Manna, 44, e Claudio Nazzaro, 33. Gli investigatori hanno proceduto anche al sequestro di undici dosi di cocaina e di oltre 1.500 euro, provento dei traffici illeciti messi su dalla gang. Altre tre persone, invece, sono state denunciate con l’accusa di favoreggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Tre agenti sono rimasti contusi nel corso degli scontri.
I tre arrestati, secondo le prime ricostruzioni effettuate dalla polizia, avevano dato vita a un fiorente mercato di spaccio. Sono in corso accertamenti per identificare quanti hanno preso parte alla rivolta contro gli agenti. I poliziotti hanno eseguito finora numerose perquisizioni e nell’abitazione di Imparato, che avrebbe partecipato anche al lancio di oggetti contro le forze dell’ordine prima di darsi alla fuga ed essere, conseguentemente, denunciato per violazione dell’obbligo di sorveglianza speciale, hanno trovato un giubbotto antiproiettile e alcuni apparati per la videosorveglianza con una centralina per telecamere a circuito chiuso.
Ingenti i danni arrecati alle auto dalla polizia che sono state colpite dagli oggetti lanciati dai balconi: sei autovetture, in particolare, porterebbero i maggiori segni dell’ennesima notte di ordinaria criminalità nel capoluogo campano.
Ieri intanto è stato arrestato il rapinatore che l’altro pomeriggio aveva ferito un turista americano di 71 anni per rubargli il Rolex.