Napoli, il quartiere si ribella e mette in fuga gli zingari Molotov contro le baracche

da Napoli

Campi rom a ferro e fuoco a Ponticelli. Incendi in tre insediamenti e l’assalto ad alcune baracche in via Argine, con lancio di sassi verso i nomadi che scappavano impauriti. Ieri è esplosa così la tensione dopo il tentato rapimento, sabato scorso, di una bimba di sei mesi da parte di una 17enne nomade. Ieri per la ragazzina, il gip del Tribunale per i minorenni di Napoli, Anna Cappelli, ha convalidato il fermo confermando le accuse contestate dal pm di sequestro di persona e violazione di domicilio: la giovane sarebbe stata anche sentita dal giudice.
E intanto i roghi sono divampati in due zona popolate di rom: la prima in via Dorando Petri, dove quattro baracche disabitate sono state date alle fiamme con bottiglie incendiarie. La stessa tecnica è stata usata per un altro raid, poche ore dopo, in via Argine, dove alcuni ragazzi a bordo di motorini hanno lanciato una molotov su una casupola al cui interno dormiva una famiglia con due bambini. Ci sarebbe stato un principio di incendio che non avrebbe determinato effetti peggiori solo grazie al pronto intervento degli abitanti del campo che hanno subito spento il rogo con le coperte. Ieri pomeriggio, l’ennesimo round di quella che ormai è una vera e propria battaglia. Teatro dell’assalto sempre via Argine: un gruppo di persone del quartiere ha fatto irruzione seminando il panico tra i nomadi e lanciando dei sassi, mentre decine di residenti protestavano in strada nei pressi della villa comunale. Panico tra gli occupanti del campo rom. Successivamente, è stato dato fuoco ad un campo vicino alla zona delle cosiddette «Torri»: gli occupanti sono stati costretti a scappare. «Se fosse per noi - ha detto qualcuno di loro - ce ne andremmo anche immediatamente ma se usciamo di qui ci uccidono tutti». Sicché la polizia, per evitare ulteriori problemi, ha concentrato gli abitanti di quattro accampamenti in uno solo per potere avere maggiori possibilità di sorveglianza.
Il tutto mentre Marco Nieli, dell’Opera nomadi, denuncia che «c’è un clima pesantissimo, pestaggi, incendi agli accampamenti. Due donne sono state aggredite e allontanate in malo modo mentre facevano la spesa in un supermercato di via Argine a Ponticelli». Intanto, un insediamento è stato sgomberato dai carabinieri nella zona di una ex azienda agricola ad Eboli, nel Salernitano. Nel corso dei controlli è stato arrestato un 53enne, trovato in possesso di un autocarro del valore di 100mila euro, risultato rubato lo scorso mese, e denunciate altre venti persone.
Inoltre, i carabinieri hanno individuato un campo nomadi all’altezza della litoranea di Pontecagnano. Nel corso dei controlli, effettuati all’interno di quattro roulottes e nelle zone attigue, sono stati trovati interrati numerosi oggetti in oro. Le dodici persone che occupavano le roulottes sono state condotte presso gli uffici del reparto operativo e sottoposte alle operazioni di fotosegnalamento per poi essere allontanate dal territorio provinciale.