Da Napoli a Roma Sono «scugnizzi» i corrieri del falso

Le fiamme gialle scoprono due centri di produzione del «taroccato doc»

Smistati attraverso le dogane del porto di Civitavecchia, «approdati» sulle piste e i magazzini del Leonardo Da Vinci, a Fiumicino, ma soprattutto, foraggiati dagli «scugnizzi» della camorra napoletana per cui il «taroccato doc» è mestiere da sempre: sono oltre 170mila i supporti dvd e cd «pirata» sequestrati negli ultimi mesi dai segugi delle fiamme gialle del comando provinciale romano, da ottobre sulle tracce dei «mammasantissima» del falso, 183 le persone finite nelle maglie della giustizia. Tre diverse operazioni, numerosi controlli specie nell’ambulantato illegale all’ombra del Cupolone hanno portato i militari del colonnello Giuseppe Zaferana a due centri di produzione del napoletano. Fabbriche del falso capaci di produrre migliaia di cd in poche ore di «lavoro». Sei le persone arrestate, 243 i masterizzatori sottratti all’organizzazione, 70mila i cd e dvd strappati al mercato nero. «La svolta - spiegano i berretti verdi - quando nella Capitale mettiamo le mani su tre senegalesi sorpresi a vendere cd contraffatti, in casa ne avevano tremila. Seguiamo i loro canali. Sulla Roma-Napoli alla barriera Sud riusciamo a bloccare una staffetta di fornitori. A bordo di un’auto di grossa cilindrata c’erano C.S., 47 anni, e I.S., di 24 anni. L’abitacolo era imbottito di 6.000 supporti falsificati. Dietro una Megane con G.F. e P. P., al posto della ruota di scorta oltre 3000 copie dei film di prima visione e programmi per Pc». Ricercatissimo il nuovo nato di Bill Gates, «Windows Vista», ultimissimo sistema operativo non ancora commercializzato dalla casa madre americana eppure già presente nella lista dei prodotti più appetibili.
«Su scala mondiale il valore del mercato della sola pirateria musicale si aggira intorno ai cinque miliardi di dollari», così dice Iain Grant, a capo della International Federation of the Phonographic Industry. Ma è possibile abbassare il costo della musica originale? «Difficile - ammette il presidente dell’Ifpi - troppi soggetti dovrebbero rinunciare a una fetta di guadagno. Se per i libri, a esempio, c’è un’Iva al 4 per cento, per la musica l’imposta è sempre del 20. Poi ci sono i diritti d’autore, le royalty, le spese pubblicitarie di lancio. Senza tener conto del ricarico puro dei rivenditori». In tutto il 2006 nella lotta alla pirateria a Roma, dopo le operazioni di «Roma Plus», sono stati sequestrati 680mila pezzi falsi, denunciate 741 persone e arrestate 53.
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