Napoli, scoppia la rivolta Vigili del fuoco feriti a sassate

Pianura, scontri e incendi alla discarica. Cariche della polizia con lacrimogeni, bruciati due bus. La Iervolino accusa Prodi: <strong><a href="/a.pic1?ID=232338">&quot;Sapeva tutto da un anno&quot;</a></strong>. Truffa da 200 milioni, Bassolino ai giudici: <strong><a href="/a.pic1?ID=232336">&quot;Firmai senza leggere&quot;</a></strong>. Il sindaco di Salerno: &quot;<strong><a href="/a.pic1?ID=232340">La colpa è di chi non sa governare</a></strong>&quot;

Napoli - Mentre i militari sbarcano nelle strade di Caserta, per ripulirle dalle centinaia di tonnellate di monnezza non raccolta da giorni (spettatori centinaia di netturbini di Napoli, pagati per starsene in vacanza o a guardare la tv), la polizia e i carabinieri napoletani, battono in ritirata dinanzi all'incalzare dei dimostranti di Pianura che non vogliono la riapertura della discarica di Contrada Pisani. E in tarda serata alcuni vigili del fuoco che cercavano di spegnere alcuni roghi appiccati dalla folla sono finiti in ospedale picchiati e presi a sassate dai manifestanti. «Siamo nell’impossibilità di intervenire - denunciano dalla centrale operativa di Napoli - sebbene scortati dai mezzi blindati dei carabinieri, non riusciamo a superare i blocchi stradali dove veniamo accolti dal lancio di sassi. I componenti di una nostra squadra sono finiti in ospedale pur riportando ferite lievi».

L'improvviso e inatteso dietro front, delle forze dell’ordine è arrivato intorno alle 17,30 di ieri, quando, i blindati, i gipponi, le volanti e le gazzelle hanno abbandonato la discarica di Contrada Pisani. A quel punto, dopo giorni di tensioni e violenze, è esplosa la gioia dei napoletani. «Vittoria, vittoria», hanno urlato i dimostranti, alzando le braccia al cielo e facendo segno alla gente affacciata ai balconi, di scendere in strada per festeggiare. «Fuori, fuori», hanno gridato duemila pianuresi alle forze dell'ordine in ritirata. Poi, una volta transitato l'ultimo convoglio di poliziotti e militari, la gente ha invaso la discarica. «Chi non salta Bassolino è» hanno urlato, saltellando i più giovani. Perché la ritirata clamorosa dei tutori dell'ordine pubblico? Dalla Questura veniva diramata la notizia che la «fuga» si era resa necessaria per «alleggerire la tensione con i manifestanti». Qualche poliziotto, imbronciato, intravedeva nella ritirata, una sorta di «Caporetto» delle istituzioni. Smaltita l'euforia, nella gente è subentrato il sospetto che la «fuga» di polizia e carabinieri, fosse stata solo un escamotage per far abbassare la guardia ai dimostranti. «Torneranno con i carri armati per cacciarci via definitivamente», vaticinava più di uno.

A scatenare la rivolta nella notte, le parole del Commissario straordinario, Umberto Cimmino, che ha confermato che «resta ferma la scelta di Contrada Pisani, quale area destinata alla realizzazione di una nuova discarica». Dichiarazione congiunta in fotocopia, della triade, Bassolino, Iervolino, Di Palma: «Pianura è una scelta inevitabile». La rabbia è così riesplosa poco prima delle 22 quando un gruppo di dimostranti ha dato alle fiamme i teloni che ricoprivano la discarica. I vigili del fuoco, che stavano cercando di raggiungere Contrada Pisani, sono stati assaliti e picchiati. Ma, la violenza è dilagata in pochi minuti in tutto il quartiere, ad opera di giovani teppisti, che indossavano passamontagna e caschi da motociclista. Decine i cassonetti della spazzatura rovesciati e usati per bloccare le strade mentre due bus di linea dell'Anm (azienda napoletana di mobilità), sono stati dati alle fiamme. Per la prima volta, la polizia ha caricato i dimostranti, utilizzando i lacrimogeni. Anche la tangenziale, nel tratto flegreo è stata invasa e bloccata dai manifestanti. Ieri è stato anche il giorno dei militari a Caserta, scesi in strada, non per mettere fine alla rivolta bensì per «riciclarsi» nel ruolo di netturbini.

I ragazzi della Brigata Garibaldi, hanno alzato dalle strade della città, centinaia di tonnellate di spazzatura. Dalle missioni a Kabul e a Nassirya, alla monnezza della Campania, governata da Antonio Bassolino. Mai politico è stato più contestato dai napoletani e dai campani, come lui, neppure ai tempi della democrazia cristiana e del partito socialista. Un gruppo di cittadini, ad esempio, ieri è andato a scaricare a Posillipo, tenuto lindo e pulito proprio perchè lì ci vive Antonio con la onorevole consorte, senatrice del Pd, Annamaria Carloni, alcuni quintali di sacchetti di spazzatura. E uguaglianza fu.