Napoli, sgominata una banda che smaltiva illegalmente rifiuti tossici

Rifiuti e scorie pericolose finivano su suoli a destinazione agricola: indagate undici persone. Nella notte oltre trenta interventi dei vigili del fuoco per l’immondizia data alle fiamme. Barricate contro la <strong><a href="/a.pic1?ID=236138">riapertura delle discariche</a></strong>

Napoli - Due giorni dopo la presentazione del piano di gestione dell’emergenza rifiuti da parte del commissario straordinario Gianni De Gennaro, che ancora suscita proteste da parte degli abitanti campani, le forze dell’ordine di Napoli hanno sgominato un’organizzazione criminale che trafficava nello smaltimento di scorie pericolose. Indagate 11 persone - di cui cinque a piede libero, tre agli arresti domiciliari, tre con l’obbligo di presentazione presso la polizia giudiziaria - per lo smaltimento di scorie pericolose su suoli a destinazione agricola nell’hinterland partenopeo.

Sequestri preventivi I carabinieri hanno inoltre effettuato quattro sequestri preventivi di ditte operanti nei comuni di Afragola, Caivano e Casoria, nella zona a nord di Napoli. I soggetti di questa organizzazione rubavano cavi dell’energia elettrica a diverse società per estrarne il rame che poi vendevano alle quattro ditte, consapevoli della provenienza del materiale. L’involucro dei cavi veniva poi bruciato su suoli agricoli, comportando - oltre al danno ecologico - anche un danno all’erario per il mancato versamento dell’ecotassa: nel periodo di indagine - dal gennaio al giugno 2007 - è stata stimata una quantità di rifiuti illecitamente smaltiti pari a circa 118.000 tonnellate. L’ecotassa prevede il pagamento di 50 centesimi a chilogrammo.

Intanto ieri l’ex commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania Corrado Catenacci - insieme ad altre sei persone che hanno lavorato nella struttura commissariale con - sono stati recapitati ieri sera avvisi di conclusione delle indagini nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla procura di Benevento. Agli indagati è contestato l’utilizzo della discarica di Montesarchio - che si trova in provincia di Benevento ed è tra l’altro uno dei siti individuati da De Gennaro nel piano di gestione dell’emergenza - per danno ambientale derivante dal versamento di rifiuti pericolosi.

Proseguono le proteste Nel frattempo nella regione continuano proteste sparse, soprattutto nella provincia di Napoli, con blocchi stradali e in alcuni casi occupazione di siti. Ieri a Gianturco, area della zona est del capoluogo partenopeo dove si trova l’ex Manifattura Tabacchi che in futuro dovrebbe ospitare la cittadella della polizia e che è stata individuata da De Gennaro come sito di stoccaggio provvisorio, alcuni manifestanti vicini ai centri sociali hanno occupato il sito chiedendo che venga usato soltanto per lo stoccaggio di rifiuti differenziati.

Ancora roghi nella notte La pioggia caduta, questa notte, su Napoli e sulla provincia ha diminuito i roghi all’immondizia, ma i vigili del fuoco sono già al lavoro per affrontare un’altra giornata di emergenza. Da ieri sera fino a questa mattina sono stati dieci gli incendi appiccati ai cumuli di rifiuti, ma nelle ultime ore di oggi sono state già decine le richieste di intervento dei mezzi di soccorso. Le zone più colpite sono sempre le periferie del capoluogo napoletano e l’area flegrea. In servizio 20 squadre di pompieri, ampliate dal supporto di quelle di Roma, Latina e Foggia che, da giorni, coadiuvano quelle partenopee. Un problema che non troverà soluzione fino a quando le tonnellate di rifiuti nelle strade non verranno definitivamente smaltite. Un’operazione che il prefetto, Gianni De Gennaro, ha assicurato avverrà entro dieci giorni.