A Napoli le toghe si fanno la guerra in procura Lepore attacca il Guardasigilli: "Ci delegittima"

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A giorni arriveranno gli ispettori spediti a Napoli da Nitto Palma. Lepore: &quot;Vogliono delegittimare la
procura&quot;. Il capo degli ispettori del ministero Arcibaldo Miller non sarà presente. Rispunta la guerra tra pm che negli anni '90 vide protagonisti De Magistris e Papa. E il Csm valuta se rimuovere Miller
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Tensione tra il ministero della Giustizia e la procura di Napoli. All'indomani della decisione del Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, di inviare gli ispettori del dicastero di via Arenula al tribunale partenopeo e a quello barese per controllare che le indagini sul caso Tarantini siano state portate avanti in modo legittimo. Più volte, infatti, i parlamentari del Pdl hanno chiesto al Guardasigilli di intervenire. Ma il procuratore Giovandomenico Lepore non ci sta e polemizza con Nitto Palma: "Vogliono depotenziare e delegittimare la procura di Napoli: forse qualcuno invidia i nostri risultati". Tutto qui? Macché. Nella "guerra" si infilano dissapori vecchi di almeno dieci anni e nuove inchieste.

Gli ispettori incaricati dal Guardasigilli arriveranno a Napoli tra qualche giorno, presumibilmente all’inizio della prossima settimana. Dovranno verificare eventuali illeciti disciplinari nell’inchiesta sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Secondo quanto si è appreso, il capo degli ispettori di via Arenula, Arcibaldo Miller non si recherà di persona nel tribunale partenopeo. Cosa c'è dietro? Secondo Dagospia, la decisione di Nitto Palma avrebbe riaperto "una partita iniziata alla fine degli anni Novanta". Una partita che da allora cova alle pendici del Vesuvio. A Napoli Miller avrebbe, infatti, ritrovato vecchi nemici che dieci anni fa si erano fatti la guerra sulla posiuzione del procuratore Agostino Cordova. Tra i nemici? Sicuramente Luigi De Magistris, oggi sindaco di Napoli. "Il 'Ghibellin Fuggiasco' si oppone ai 'Guelfi', gli amici del Papa - scrive il sito di Roberto D'Agostino - Alfonso e Arcibaldo stanno con Cordova, Giggino contro".

Nel frattempo il Consiglio superiore della magistratura (Csm) sta valutando l’ipotesi di revocare il collocamento fuori ruolo a Miller. Un atto che se venisse effettivamente compiuto costringerebbe il capo dell’Ispettorato del ministero della Giustizia a rinunciare al suo incarico. Nel giugno scorso il plenum del Csm aveva archiviato il fascicolo aperto su Miller proprio in riferimento a vicende della P3. Pur avendo valutato che il ruolo di Miller "non è a disposizione" del Csm, il plenum aveva investito la Terza Commissione del compito di valutare l’eventuale revoca dell’autorizzazione a rimanere fuori ruolo. Un caso che non si è mai posto in passato. Proprio perché non ci sono precedenti. Il nodo da sciogliere investe le stesse prerogative costituzionali del Csm. Una questione che una volta che sarà definita non varrà ovviamente solo per Miller ma per tutte le toghe fuori ruolo.

Sarà, invece, la procura di Perugia a occuparsi della lettera spedita ieri ai giornalisti da Alfonso Papa. L'ex parlamentare del Pdl, detenuto nell'ambito dell'inchiesta sulla P4, denuncia presunte pressioni da parte dei magistrati di Napoli per indurlo ad accusare Berlusconi con la promessa della scarcerazione. Tutto deve essere ancora verificato. Tanto che Lepore non ha escluso una eventuale querela per diffamazione nei confronti di Papa. La procura di Perugia ha già aperto un fascicolo su un analogo esposto di Papa nei confronti del pm di Napoli Francesco Curcio: del caso è stata investita la magistratura umbra in quanto Curcio per un periodo è stato in servizio al tribunale di Roma. "Non è la prima volta che Papa accusa i miei sostituti - spiega Lepore - di volerlo costringere a dire cose. Capisco il suo stato, stare in galera fa male, ma non deve dimenticare che chi ce l’ha mandato è stato il Parlamento, quelli che ora vanno a visitarlo".