Napoli, truffa all'Inps: pensioni per i falsi ciechi

Tre anni di indagini, oggi gli arresti.
Organizzazione criminale nel quartiere Pallonetto-Santa Lucia:
falsificava atti pubblici e amministrativi per ingannare l'Inps. Truffa da un milione

Napoli - Blitz dei carabinieri di Napoli contro i falsi invalidi. In manette, con le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, contraffazione di pubblici sigilli e falsità materiale e ideologica in atti pubblici, sono finite 56 persone. Nel corso di indagini coordinate dalla procura della Repubblica partenopea i militari dell’arma hanno scoperto l’esistenza di una organizzazione criminale attiva da circa tre anni nel centro storico di Napoli, in particolare nel rione del Pallonetto-Santa Lucia. Attraverso la falsificazione di documentazione medica e amministrativa l’organizzazione era riuscita a far erogare false pensioni di invalidità a numerosissime persone che in realtà non avevano alcun tipo di problema, causando ingentissimi danni allo Stato.

Falsi ciechi La documentazione attestava che erano ciechi, in modo totale o parziale, e l’Inps, per un triennio, ha versato loro pensioni di invalidità, ricevendone un danno patrimoniale da un milione di euro. I carabinieri del comando provinciale di Napoli, però, in circa due mesi di indagini, hanno scoperto la truffa e eseguito 53 ordinanze di custodia cautelare con il beneficio dei domiciliari, 41 delle quali a carico di donne, contestando i reati di truffa aggravata, falso in atto pubblico e contraffazione di pubblici sigilli. L’inchiesta è partita a settembre con la segnalazione dal Comune di Napoli di una singola pratica di riconoscimento di invalidità ritenuta falsa; da questa si è arrivati a individuare una organizzazione criminale che, attraverso personaggi appartenenti alla pubblica amministrazione (e le indagini in questa direzione proseguono), istruiva false pratiche di invalidità civile per non vedenti consentendo di percepire in maniera indebita una pensione di invalidità. I falsi verbali di accertamento della cecità, parziale o totale, di ciechi in possesso di patenti e alla guida di moto e auto, come dimostrano anche filmati dei militari dell’Arma che hanno usato telecamere nascoste per monitorare le attività quotidiane dei sospettati, erano redatti in maniera definita "abile" dai magistrati partenopei, con sigilli e firme di medici falsi, mentre i numeri di protocollo dell’Asl Napoli 1 erano o contraffatti, o veri ma riconducibili a persone diverse dai beneficiari della pensione; tutta la documentazione apparentemente era stata predisposta e spedita dall’azienda sanitaria e arrivava agli uffici comunali specifici che redigevano i decreti di riconoscimento dello stato di invalidità, comunicandolo all’Inps.

Documenti Nella falsificazione della documentazione si teneva conto anche dei più piccoli dettagli, come ad esempio il ritocco delle pupille nei documenti di identità dei falsi ciechi, in modo che lo sguardo assomigliasse a quello dei non vedenti reali. Verifiche sono in corso sulla posizione di molti altri beneficiari di pensioni di questo tipo o per altre tipologie di invalidità. Inoltre, nel corso delle indagini, nei locali della prima municipalità di Napoli, sottolinea il procuratore aggiunto Francesco Greco, ci sono stati diversi tentativi di sottrazione, distruzione o occultamento della documentazione esistente. La maggior parte degli arrestati nel blitz di oggi è legata da vincoli di conoscenza o parentela.