A Napoli tutti in fila ma nessuno si arrende

42-46-90: ovvero il Lotto, i soldi e la folla. È il terno cui molti napoletani si sono affidati ieri, dopo ore e ore di coda davanti alle ricevitorie. Immobili, arrabbiati, ma assolutamente coriacei. Decisi a giocare i loro numeri, nonostante file e disguidi. E anche l’esasperazione, a un certo punto, ha dato i suoi frutti: tre cifre da puntare (in alternativa al 46 qualcuno ha preferito il 72, la sorpresa), perché si sa, non tutti i mali vengono per nuocere. Quindi, nemmeno il blocco dei terminali di Lottomatica, che ha funestato un tradizionale sabato di superstizione napoletana. Fatto sta che la sorte, per i cittadini del capoluogo campano, non può conoscere interruzioni. Certo non per Carmela, 72 anni e giocatrice da quando ne aveva solo 7: le interminabili ore di attesa in via del Carretto, sua ricevitoria prediletta, le hanno valso undici puntate. Venticinque euro per tentare la fortuna: «Non mi compro neanche un gelato, ma devo giocare».

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