Napoli, un ultrà su quattro è pregiudicato

Su 3.096 tifosi, più di 800 hanno
precedenti penali per camorra, furto, rapina. C’è anche un omicida. Sono gli stessi malviventi che a gennaio hanno assaltato gli agenti davanti alla discarica di Pianura. Maroni: "Siano tutti accusati di associazione a delinquere"

Napoli - Oltre ottocento ultras azzurri, che domenica scorsa si sono spostati da Napoli a Roma, per seguire l’ex derby del sud, ormai ribattezzato il «derby della violenza», sono pregiudicati. Se si considera che il numero totale degli acquirenti di un tagliando per lo stadio Olimpico è stato di 3096, vuol dire che oltre un quarto dei viaggiatori era da considerare perlomeno pericoloso. I dati sulle «qualità» morali degli ultras azzurri, sono adesso in possesso del pm della Direzione distrettuale antimafia, Antonio Ardituro, nel recente passato occupatosi di altri tifosi del Napoli. Arrivare ai nominativi dei 3096 non è stato difficile, a loro si è giunti attraverso i biglietti nominativi e alle fotocopie dei documenti, necessari per l’acquisto di un tagliando per lo stadio.

Altri dati sconcertanti emergono dallo screening eseguito dagli investigatori: circa la metà di questi ottocento che almeno una volta hanno avuto a che fare con la giustizia è stato indagato per spaccio di droga, altri sono risultati tossicodipendenti. D’altra parte, per chi abbia il coraggio di frequentare una qualsiasi curva, basta intrattenersi qualche minuto sulle gradinate per inalare involontariamente hashish e marijuana. Non c’erano solo spacciatori e consumatori di droga tra i 3096 ultras partiti per Roma ma una vasta gamma di delinquenti: rapinatori, scippatori, ladri di auto e di appartamento ma anche gentaglia denunciata per lesioni, resistenza e oltraggio alle forze dell’ordine, alcuni per associazione per delinquere e «solo» un paio per associazione mafiosa; addirittura un condannato per omicidio. La metà di questi personaggi frequenta i club ultras, l’altra metà appartiene alla frangia dei cosiddetti «cani sciolti». Non è da escludere che almeno una parte degli ultras protagonisti dei fatti di domenica scorsa in passato sia stata coinvolta negli scontri con le forze dell’ordine durante le manifestazioni contro l’apertura di una discarica nel quartiere di Pianura.

Gli investigatori napoletani non saranno soli nelle indagini: da Roma sono già arrivati nella Questura di Napoli esperti della Polizia scientifica e dello Sco (Servizio centrale operativo). Assieme, visioneranno i filmati e le fotografie scattate nelle stazioni di Napoli e di Roma e allo stadio Olimpico. Piena «assoluzione» per l’operato del questore Antonino Puglisi per i fatti avvenuti all’interno della Stazione centrale. Gli ispettori del ministro dell’Interno non avrebbero riscontrato inefficienze nell’attività di prevenzione svolta dalla polizia. Il Questore Puglisi avrebbe infatti avvertito più volte il Viminale che ci sarebbe stata un’invasione di napoletani a Roma e di avere chiesto inutilmente a Trenitalia un potenziamento del numero dei vagoni. Il ministro Maroni ha definito «non ultras ma criminali» gli autori dei fatti di domenica scorsa, meritevoli di una «denuncia per associazione per delinquere».