Napoli, violenza infinita: ucciso in pieno centro tra la folla

Sicari in azione in pieno giorno nelle vie del centro. La vittima dell’ennesima faida di camorra è un pregiudicato di 44 anni,
tossicomane. E' l’omicidio numero 54 dall’inizio
dell’anno

Napoli - Vico Lungo San Matteo, Quartieri spagnoli, centro storico di Napoli, ieri intorno alle ore 14 due sicari a bordo di un ciclomotore, aprono il fuoco contro Pasquale Marigliano, pregiudicato di 44 anni. Otto proiettili calibro 7,65, sette al volto, uno al braccio destro: l'uomo stramazza a terra mentre la gente dei vicoli, fugge come impazzita e, i killer, eseguita la loro missione, se ne vanno indisturbati in moto.
I primi ad avvicinarsi a Marigliano, sono il fratello e la sorella, che abitano proprio dove è avvenuto l'agguato. Caricano Marigliano in un auto e lo portano in ospedale.Ma è tutto inutile: quando l'uomo arriva in corsia è già morto. C'è tensione attorno a quel corpo senza vita, urla dei parenti. Ma questa è routine a Napoli, dopo ogni omicidio di camorra.
La polizia ritiene che Marigliano, tossicodipendente, potrebbe essere stato punito per la sua parentela con i «Faiano», lo storico clan Di Biasi, attivo ai Quartieri spagnoli. Probabilmente, i sicari, non potendo colpire personaggi più rappresentativi di questa cosca, hanno scelto Marigliano, bersaglio facile e inerme.
Ma, passati quei secondi di terrore, ai Quartieri spagnoli, terra di camorra e di faide antiche tra i clan, è poi tornata la normalità. Solito vociare, le urla dei bambini che giocano in strada, tutto proprio come se nulla fosse accaduto.
D'altra parte, Marigliano, è «soltanto» la vittima numero 54 dall'inizio dell'anno in città. Routine. La media è di un omicidio ogni tre giorni circa. Giugno è iniziato nel peggiore dei modi: tre uomini massacrati in cinque giorni. Tra questi, un ragazzo di 16 anni, Marco De Rosa, ucciso da un carabiniere domenica notte. Marco, con altri cinque complici, aveva rapinato un pub in via Posillipo ma, all'uscita del locale, aveva trovato sulla sua strada, tre sottotenenti dei carabinieri. Il ragazzo, abbandonato dai complici, aveva cercato di fuggire a piedi ma, per sbarazzarsi dei militari non aveva esitato a puntare la pistola giocattolo contro uno di loro. Uno dei tre militari aveva aperto il fuoco uccidendolo con un colpo di calibro 9 al volto. Il militare è indagato per omicidio volontario ma, sottolinea la stessa Procura partenopea, si tratta di un atto dovuto. Intanto prosegue la caccia agli altri cinque rapinatori.
La scia di sangue è lunga: due notti fa stava per rimetterci la pelle, un tassista, Antonio Correale, 49 anni, vittima, probabilmente, di un folle che, a fine corsa, a San Paolo Belsito, nel Nolano, senza alcuna spiegazione, gli ha vibrato sette coltellate. Correale è stato portato in ospedale, le sue condizioni sono gravi.
Il primo giugno era stato ucciso a Secondigliano, Antonio Silvestri, 22 anni, uno dei pochi rimasti con il clan Di Lauro. Proprio tra dilauriani e scissionisti si combatte una delle cinque guerre di camorra, attualmente attive nel napoletano. Le altre sono nel rione Sanità, Ercolano, Torre del Greco e Torre Annunziata. La quasi totalità dei 46 omicidi di camorra (sui 54 omicidi totali) è stata consumata in queste zone. Conflitti che si trascinano da anni, Misso contro Torino nel rione Sanità, Gionta contro Gallo a Torre Annunziata, Birra contro Ascione a Ercolano, a Torre del Greco, Gargiulo contro un gruppo di scissionisti.