Afragola, agguato nel centro cittadino: ucciso il cognato del boss

Ammazzato il 61enne Giuseppe Orlando. Il cognato è ritenuto a capo della zona di Afragola per conto del clan Moccia. Indaga la polizia

Un’esecuzione di camorra. Sfrontata, feroce. È stata messa in opera ieri sera nel centro cittadino di Afragola (Napoli). A rimetterci la vita è stato il 61enne Giuseppe Orlando, noto per i suoi precedenti penali per estorsione, contrabbando e resistenza a pubblico ufficiale, e cognato di colui che è ritenuto il capo della zona per il clan Moccia, Francesco Favella. La vittima aveva appena chiuso il suo bar ed era salito in auto, ma ha avuto il tempo di percorrere pochi metri. Inseguito e speronato, è caduto sotto una raffica di colpi che non gli hanno lasciato scampo. A nulla sono valsi i tentativi di soccorrerlo: l’uomo è morto durante la corsa verso l’ospedale.

Erano passate le 20 quando i Killer hanno fatto fuoco. I diversi negozi che si aprono nella centrale via Milano stavano abbassando le saracinesche. C’era chi ancora affollava quella strada su cui inizia a calare il silenzio dopo la chiusura delle attività commerciali. Sotto i balconi e le finestre delle numerose abitazioni che si affacciano su quell’arteria sono entrati in azione i killer. Sul posto sono accorsi poliziotti e carabinieri. L’area è rimasta chiusa per i rilievi per almeno tre ore. Sul luogo dell’agguato sono state trovate due auto abbandonate: una Fiat Punto, presumibilmente utilizzata dagli assassini per entrare in azione, e la Ford su cui viaggiava Orlando, un’auto crivellata di colpi di pistola. Sul caso indaga ora la Polizia di Stato.

Da tempo Afragola vive nell’angoscia per gli episodi criminosi di stampo camorristico che si stanno registrando sul territorio. Solo due settimane fa esplose una bomba - l'ennesima - all’esterno di un’attività commerciale. Era stata piazzata in piena notte dagli uomini del racket, è questa l’ipotesi al vaglio degli investigatori. Si tratta solo dell’ultimo negozio colpito da attentati dinamitardi, dopo un periodo di attacchi, quasi quotidiani, a suon di ordigni che hanno scosso commercianti e residenti. Gli inquirenti dovranno valutare se l’agguato di ieri è collegato con le bombe che stanno danneggiando le attività commerciali, e che si presume siano opera di criminali che ambiscano ad acquisire il controllo degli affari illeciti sul territorio, approfittando del decadimento del clan Moccia, messo in ginocchio dalle inchieste giudiziarie.