Ancora violenza a Cardito: donna scappa in strada per salvarsi dal marito

Solo una denuncia per il marito, un uomo di origine albanese che da tempo risiede a Cardito (Napoli)

Ha approfittato dell’assenza del marito per uscire in strada con le sue figliolette e chiedere aiuto ai passanti. Così una donna proveniente dall’Albania si è messa in salvo dal marito violento. Per l’uomo solo una denuncia per maltrattamenti in famiglia. Sposati da circa dieci anni, dopo un periodo passato in Germania, la coppia si era ricongiunta da almeno un mese a Cardito, il comune in provincia di Napoli dove l’uomo lavorava da tempo. Fino a poco tempo fa gli incontri con il coniuge erano sporadici: lei lavorava Albania, si vedevano due volte all’anno, e già in quelle occasioni l’uomo avevano mostrato la sua indole violenta. Poi il trasferimento in Italia, a Cardito, dove la convivenza è diventata un inferno. Gli episodi di violenza sono aumentati e la casa dove i due risiedevano con le figlie di 4 e 6 anni era diventata, per quella donna, una gabbia, da cui è riuscita a liberarsi solo la settimana scorsa. Dopo circa 10 anni di violenze, hanno poi scoperto i carabinieri interventi.

Il marito sabato scorso era uscito per andare a lavoro. Lei aveva subito ancora una volta maltrattamenti. Presa a calci e pugni, colpita all’addome con uno smartphone, ha trovato il coraggio di raccontare tutto. Ha raccolto le sue bambine ed è scappata. Per strada ha chiesto aiuto a qualche passante che ha allertato il 112. Sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma della stazione del vicino comune di Crispano, hanno soccorso la signora e le piccole e avviato i primi accertamenti. La vittima, con l’aiuto di un interprete, ha raccontato tutte le violenze subite. È stata poi condotta all’ospedale di Frattamaggiore, dove i medici le hanno riscontrato dei traumi giudicati guaribili in 10 giorni. Madre e figlie sono state affidate ai servizi sociali del Comune di Cardito. La donna ha deciso solo ieri pomeriggio di denunciare il marito, in una città scossa dalla morte di un bambino di 6 anni, Giuseppe, una vittima innocente uccisa a botte domenica scorsa, proprio tra quelle mura di casa che spesso possono diventare una fossa infernale.