Catturava cardellini usando una rete a scatto

Operazione dei carabinieri forestali e delle guardie Wwf nelle campagne tra Scafati e Boscoreale, la scoperta sul terreno di un anziano

Catturava cardellini con una rete a scatto, finisce nei guai un anziano nelle campagne tra Scafati e Boscoreale. L’operazione congiunta dei carabinieri forestali con le guardie zoofile del Wwf consente il salvataggio di decine di uccellini.

La scoperta è avvenuta nella mattinata di lunedì scorso quando militari e volontari si sono imbattuti nelle attività sospette di un anziano del posto. Era già da qualche tempo che le guardie del Wwf ne tenevano le mosse sotto controllo: erano giunte diverse segnalazioni a suo carico e perciò avevano deciso di alzare l’attenzione sulle sue azioni. Così hanno scoperto che sul suo terreno aveva allestito una rete a scatto lunga quattro metri e larga 2,5 metri utile alla cattura di esemplari di avifauna locale. Inoltre, per attirare gli uccelli, utilizzava altri esemplari come richiami vivi.

Ma non è tutto. Perché dai controlli dei carabinieri e delle guardie è emerso che l’anziano, nelle pertinenze della sua abitazione, aveva ben ventisette cardellini, nove fanelli e altrettanti lucherini, tre frosoni e un’allodola. Gli uccelli erano tutti custoditi all’interno di alcune gabbie. Dopo essere stati sottratti all’anziano e affidati ai controlli presso la struttura sanitaria dell’ospedale veterinario del Frullone a Napoli, gli uccelli – le cui condizioni sono apparse complessivamente buone - sono stati restituiti alla libertà.

Continuano i controlli antibracconaggio nelle campagne tra le province di Napoli e Salerno e in altre zone dell’intera Campania. Numerosi, anche nei mesi scorsi, sono stati gli interventi che hanno consentito di scoprire metodi di cattura illegali dell’avifauna. A settembre scorso, per esempio, nell'ambito di un'operazione analoga condotta da carabinieri del Cites nelle campagne di Teverola, in provincia di Caserta, furono scoperti e salvati trentanove uccelli, tra cui cardellini, tortore e quaglie, catturati illegalmente e detenuti da un 55enne del posto. Pochi giorni prima, sempre nel Casertano ma a Cancello e Arnone, erano finiti nei guai due cacciatori perché scoperti a utilizzare richiami elettronici per catturare le anatre.

Il fenomeno del bracconaggio, quindi, è una realtà contro cui le forze dell'ordine si adoperano da tempo. Il timore è che dietro ai bracconieri si sia sviluppato un commercio sommerso, in virtù del fatto che gli esemplari con maggiori e più decise doti canore arrivano a toccare importanti valori economici e che, in taluni casi, sia stato accertato come – pur di aumentare il “talento” degli uccelli – si sia proceduto addirittura ad accecarli. Non è stato questo il caso. Ma l’attenzione dei carabinieri forestali e delle guardie venatorie rimane altissima.

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