Chiesa in restauro da anni e i criminali guadagnano sui cartelloni pubblicitari

La chiesa di Santa Maria di Portosalvo a Napoli è chiusa da 30 anni per lavori di restauro. La società che gestisce i cartelli pubblicitari che dovrebbero finanziare il restauro è sotto inchiesta della Dda

Una chiesa chiusa da 30 anni per ristrutturazione e una società, quella che avrebbe dovuto finanziare i lavori, implicata in un'indagine della direzione distrettuale antimafia, che l'ha sottoposta a sequestro. È la storia, raccontata dal Corriere della Sera, della chiesa di Santa Maria di Portosalvo, a Napoli.

La struttura del '600, che si trovava in condizioni di degrado, era stata affidata a una ditta per la ristrutturazione ben 30 anni fa. Ma da quel giorno, la chiesa è rimasta chiusa. Da qualche anno, inoltre, è transennata e coperta su tutti e quattro i lati da installazioni pubblicitarie, che sarebbero dovute servire al finanziamento del restauro. Ma la ditta che ha in concessione le affissioni, la Spm, è stata sequestrata dopo un'indagine della Dda. L'accusa è di aver effettuato attività di riciclaggio, per favorire i clan dei Casalesi. A metà luglio, infatti, la Dia ha arrestato 11 persone.

Ma le indagini erano partite nel 2016, quando erano già state effettuate delle perquisizioni legate a un'inchiesta che coinvolgeva anche la Spm. Nonostante questo, la Curia di Napoli avrebbe stipulato due contratti con la società: uno nel 2015 e uno nel 2018. "Non ne sapevo niente- ha detto al Corriere Padre Salvatore Fratellanza, delegato della Curia e responsabile dell'Arciconfraternita- io sono arrivato solo nel 2018 e ho di fatto prolungato un contratto che già esisteva per poter rifare la facciata della chiesa e completare il restauro. Appena ho saputo dell’indagine ho chiesto una sospensione del contratto poi prolungato con l’amministratore giudiziario". Non sospettava quello che si nascondesse dietro la Spm: "Perché avrei dovuto dubitare se la Curia aveva avuto fino ad allora dei rapporti commerciali con loro? E poi c’erano di mezzo anche altri enti come la Soprintendenza o la Regione Campania che tra l’altro ha sempre acquistato affissioni pubblicitarie. Nessuno di loro mi ha messo in allerta".

E infatti, la Regione Campania è uno dei principali clienti di Spm e ha affisso diversi cartelloni pubblicitari sugli spazi della società, per divulgare eventi culturali. Il prezzo di listino della società ammonterebbe a 120mila euro al mese: guadagni da capogiro, quindi, per l'azienda finita nel mirino dell'antimafia.

Ma tutti quei soldi dovrebbero essere usati per il restauro. Peccato che la chiesa sia chiusa da 30 anni e non sembrano esserci stati grandi progressi. "Stanno avvenendo anche dei crolli e le fondamenta stanno sprofondando", ha spiegato Antonio Pariante del Comitato civico di Portosalvo. Infatti, la Spm versa alla ditta che si occupa del restauro solamente 9mila euro al mese. "Non sapevo di questi grossi guadagni", dice ancora Padre Fratellanza, specificando che l'interno della chiesa sarebbe quasi finito. E promette: "Stiamo lavorando per completare la facciata. Speriamo di farcela per marzo".

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Mer, 09/10/2019 - 10:39

e pensare che in quella chiesa dimora anche un opera di caravaggio(ora spostata per sicurezza a inizio restauro)