Circumvesuviana, la Procura fa ricorso: "Quello fu uno stupro"

I Pm hanno presentato in Cassazione il ricorso contro la scarcerazione, disposta dal Riesame, dei tre indagati accusati di avere stuprato una 24enne nell’ascensore della stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano

Non si spengono i riflettori sul presunto caso di violenza sessuale avvenuto in un ascensore della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano lo scorso 5 marzo. Per i Pm della Procura di Napoli, infatti quello non fu un rapporto consenziente ma un vero e proprio stupro e, per questo, i tre giovani indagati devono essere arrestati.

L'istanza, firmata dal Pm Cristina Curatoli e presentata col procuratore aggiunto Raffaello Falcone, si concentrerebbe su diversi punti come le divergenze emerse durante gli interrogatori in carcere e sulla reazione della ragazza avrebbe provato a difendersi dando un morso ad uno degli aggressori.

Secondo la Procura, il Riesame non si è soffermato sulle evidenti contraddizioni degli indagati, in particolare a proposito del primo incontro avuto con la ragazza tre settimane prima del presunto stupro nella stazione.

La Procura ricorda anche che il 18enne Alessandro Sbrescia, il più giovane dei tre indagati, conferma pressione sul corpo della vittima nell’ascensore per avere un rapporto sessuale. Questa circostanza è stata, poi, confermata dalla giovane che parla di conati di vomito in seguito all’azione.

Ma vi sarebbe anche un altro punto importante su cui battono i Pm. Cozzolino, uno dei tre indagati, fa riferimento a un morso dato dalla ragazza a Borrelli nell’estremo tentativo di difendersi.

Infine, c’è un riferimento al video ricavato dalla telecamera di sicurezza della Circumvesuviana: dalle immagini si vede Sbrescia che tiene la mano sulla spalla della ragazza, trascinandola all’interno dell’ascensore in un contesto sorvegliato dagli altri indagati. Ora si aspetta la risposta della Cassazione.