Napoli, arrestato 32enne presunto obiettivo dell'agguato a Noemi

Le forze dell'ordine hanno arrestato Salvatore Nurcaro, 32enne presunto affiliato al clan Rinaldi-Reale, si ipotizza essere il vero obiettivo dell'agguato avvenuto in data 3 maggio 2019

Nel corso di recenti operazioni della polizia a San Giovanni a Tedduccio (Napoli) nei confronti del clan Rinaldi-Rale, è stato arrestato Salvatore Nurcaro (32). L'uomo è considerato il presunto obiettivo dell'agguato svoltosi in data 3 maggio 2019 in piazza Nazionale. In tale episodio fu coinvolta un'innocente, la piccola Noemi. Nurcaro, pregiudicato, dovrà rispondere ad altri cinque presunti affiliati al clan dei seguenti reati: detenzione di armi da fuoco e associazione a delinquere finalizzata ad acquisto, trasporto, commercializzazione e vendita di sostanze stupefacenti.

Gli inquirenti sono, inoltre, riusciti a identificare il movente dell'agguato di piazza Nazionale. Esso è da ricercarsi proprio all'interno del business della droga, in particolare a un debito che Salvatore Nurcaro avrebbe contratto nei confronti in un esponente del clan Formicola. Per accumulare il prima possibile la somma atta all'estinzione di tale fastidioso debito, il 32enne avrebbe iniziato ad effettuare attività di estorsione presso le piazze di spaccio controllate dalla famiglia Mazzarella, da sempre in guerra con i Rinaldi-Reale.

Antonio Salvago, capo della Squadra Mobile di Napoli, ha riferito: "Ci sono ancora aspetti da chiarire nell'agguato, ma Nurcaro va considerato un elemento del clan Rinaldi-Reale ed aveva cominciato a pretendere il pizzo dai gestori di piazze di spaccio controllate dal clan Mazzarella, per recuperare il denaro necessario a saldare un debito nei confronti di un affiliato al clan Formicola". Salvago ha continuato: "Non sono legati ai Mazzarella i fratelli Armando ed Antonio Del Re, il primo dei quali è stato l'esecutore materiale dell'agguato nel corso del quale fu ferita la piccola Noemi".

Intanto, su disposizione della DDA di Napoli, la Squadra Mobile ha disposto cinque ordinanze di custodia cautelare verso i seguenti esponenti del clan Rinaldi-Reale, tutti imparentati tra loro: Vincenzo Reale (22), Antonio Reale (28), Patrizio Reale (24), Antonio Reale (52) e Pasquale Reale (23).

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