Napolitano ammonisce: "Non scherzare sull'Ue" Ma Di Pietro è perplesso

Il presidente della Repubblica telefona a Frattini: "Non bisogna prendere in considerazione l'ipotesi di separarci". Opposizione divisa. Bersani: "Il governo ci porta nell'Unione africana". Di Pietro frena: "L'Ue sbaglia" 

Roma - Il monito parte da Giorgio Napolitano: basta attaccare alla Ue e minacciare ritorsioni. Il presidente della Repubblica è preoccupato dalla posizione del governo nei confronti dell'Europa, accusata di non intervenire direttamente nell'emergenza immigrazione. Non è così categorico il leader Idv, Antonio Di Pietro, che invita l'Europa a non lasciar da sola l'Italia. Più duro Pierluigi Bersani: "Se siamo finiti qui è perchè gli apprendisti stregoni della propaganda sono finiti vittime della loro propaganda e adesso ci lasciano nei guai".

Il monito di Napolitano "Il mio animo - ha detto Napolitano - è per un impegno forte dell’Italia in Europa affinché‚ il nostro paese continui tenacemente a perseguire una visione comune ed elementi di politica comune anche sul tema dell’immigrazione. Tutto questo senza nemmeno prendere in considerazione posizioni di ritorsione o dispetto o addirittura ipotesi di separazione". Parole pronunciate prima del vertice di Lussembergo del Consiglio europeo per gli Affari interni volto a trovare una soluzione all'emergenza immigrazione. Dopo giorni di richieste all'Unione europea, erano alte le aspettative dell'Italia e il ministro degli Interni, Roberto Maroni al suo arrivo ha commentato: "Oggi vedremo se esiste un’Europa unita e solidale o se è solo un’espressione geografica". Maroni ha ribadito che l'Italia ha "avanzato da tempo richieste precise, oggi vedremo se c’è questa Europa unita e solidale o se non c’è". Alla fine però il vertice europeo ha respinto le istanze italiane sugli immigrati: "Abbiamo già fatto abbastanza per voi".

Ma Di Pietro è perplesso "L’Europa non può lavarsene le mani, perchè l’Italia non è solo quella del governo Berlusconi". E' Antonio Di Pietro a ricordare così che "esiste una questione molto più grande, che coinvolge tutto il Nord Africa e occorre affrontarla responsabilmente, tutti insieme". Il leader Idv osserva che "certamente, vi è un problema di credibilità che riguarda questo governo e che compromette il giudizio sul nostro Paese a livello internazionale, ma non può essere questo il motivo per lasciare sola l’Italia ad affrontare una questione così importante".

Fli e Pd contro il governo "Sarebbe folle dire che, se l’Unione Europea non fa quello che dice l’Italia, noi ce ne andiamo dall’Unione Europea", ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini. "Ancora una volta è stato il capo dello Stato a richiamare tutti a maggior senso di responsabilità - ha detto il leader di Futuro e Libertà - ovviamente il governo italiano fa bene a chiedere a Bruxelles una maggior solidarietà da parte delle istituzioni europee, anche se era largamente prevedibile il fatto che i permessi temporanei di soggiorno non potevano essere considerati dei documenti tali da rendere possibile il superamento delle frontiere dei Paesi dell’area Schengen". Sulla stessa linea pure Bersani: "Se noi non abbiamo credibilità sufficiente per le cose che facciamo e diciamo in Europa, non avremo mai ascolto". "Almeno per una volta Frattini ha ragione - ha proseguito Bersani - il problema è politico. Se siamo finiti qui è perchè apprendisti stregoni della propaganda sono rimasti vittime della loro propaganda e ora ci lasciano dei guai. Questo è il risultato della propaganda del governo". "Adesso sento che la destra vuole portarci fuori dall’Ue. Dove vuole portarci, nell’unione africana? - ha concluso Bersani - questi problemi si risolvono con più razionalità abbiamo avuto in passato 50mila kosovari e abbiamo risposto con razionalità e umanità. E abbiamo ottenuto solidarietà dall’Ue".