Napolitano autorizza il lodo Alfano Intercettazioni, avanti con il decreto

Il presidente della Repubblica ha autorizzato la presentazione alle
Camere dello scudo per le alte cariche dello Stato. Il Guardasigilli: <strong><a href="/a.pic1?ID=273296" target="_blank">&quot;Dl sulle intercettazioni? Ci sono necettià e urgenza&quot;</a></strong>. Intanto <strong><a href="/a.pic1?ID=273290">alla Camera Di Pietro attacca sulla giustizia</a></strong>

Roma - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha oggi autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato.

La firma del Capo dello Stato A quanto si apprende, punto di riferimento per la decisione del Capo dello Stato è stata la sentenza n. 24 del 2004 con cui la Corte costituzionale dichiarò l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 della legge n. 140 del 20 giugno 2003 che prevedeva la sospensione dei processi che investissero le alte cariche dello Stato. A un primo esame - quale compete al Capo dello Stato in questa fase - il disegno di legge approvato il 27 giugno dal Consiglio dei ministri è risultato corrispondere ai rilievi formulati in quella sentenza. La Corte, infatti, non sancì che la norma di sospensione di quei processi dovesse essere adottata con legge costituzionale. Giudicò inoltre "un interesse apprezzabile" la tutela del bene costituito dalla "assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche", rilevando che tale interesse "può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale", e stabilendo a tal fine alcune essenziali condizioni.

L'iter parlamentare Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera la scorsa settimana al contestato provvedimento scritto dal ministro della Giustizia Angelino Alfano a quattro mani con il deputato Pdl e avvocato del premier, Nicolò Ghedini. Secondo l’opposizione, il provvedimento costituisce - insieme alla norma sulla sospensione per un anno dei processi per reati punibili con meno di 10 anni di reclusione, inserita nel decreto sicurezza - la massiccia offensiva lanciata dal governo Berlusconi sul fronte della giustizia, tesa a salvaguardare il premier attualmente sotto processo a Milano con l’accusa di corruzione giudiziaria. La prassi costituzionale prevede che il capo dello Stato debba autorizzare i disegni di legge del governo affinché questi possano essere esaminati in parlamento. La Camera prenderà in esame il Lodo a partire dal 28 luglio. Intanto oggi a Montecitorio il presidente della Camera Gianfranco Fini ha ricevuto a pranzo il premier. Tra gli argomenti di discussione anche il tema della giustizia, dopo che lunedì Fini, con il presidente del Senato Renato Schifani, è stato ricevuto da Napolitano al Colle.

Il contenuto del ddl Il lodo - costituito da un breve ddl, un articolo in 8 commi - prevede che dalla sua entrata in vigore si sospendano tutti i processi penali in corso, in ogni fase o grado, per capo dello Stato, presidenti di Camera e Senato e presidente del Consiglio. La sospensione non si applica nel caso di reati "funzionali", ossia commessi dalle quattro cariche nel corso dell’esercizio delle loro funzioni. Lo scudo vale per l’intera durata del mandato ed è reiterabile solo in caso di nuova nomina nel corso della legislatura e nella medesima funzione. La sospensione riguarda anche la prescrizione e non preclude al giudice l’acquisizione di prove non rinviabili. L’imputato, se vorrà, potrà rinunciare alla tutela, mentre le altre parti coinvolte nel processo sospeso potranno proseguire la loro azione in sede civile, "con termini ridotti alla metà", ha aggiunto. A differenza del Lodo Schifani - varato nel 2004 durante il precedente governo del Cavaliere e bocciato dalla Consulta perché incostituzionale - il nuovo lodo stabilisce una durata limitata dello scudo e consente alle parti civili di esser risarcite.