Napolitano: «Bene il governo sull’emergenza»

nostro inviato a L’Aquila

Ammutolito dal dolore, ma inorgoglito dalla macchina dei soccorsi. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano promuove a pieni voti la sterminata e commovente opera di soccorso coordinata dal governo e dal cuore di tanti italiani: «Esprimo un apprezzamento senza riserve». E lo fa dopo un sopralluogo a Onna e San Demetrio, due dei luoghi più significativi di questo presepe abbattuto nel cuore dell'Italia. «Ho trovato - racconta al termine della sua visita, incontrando i giornalisti nella scuola della Gdf di Coppito, in questi giorni quartier generale dei soccorsi - una situazione che può soddisfare e inorgoglire il Paese». Anche grazie a un «positivo clima di intesa e sinergia tra tutti i livelli istituzionali». Napolitano ricorda i suoi trascorsi da ministro dell'Interno, dai quali aveva già tratto la conclusione - confermata in questi giorni - che «la Protezione civile è qualcosa di singolare e molto italiano» in cui si verifica la piena sintonia tra chi «serve professionalmente lo Stato e chi si dà da fare e aiuta per pura passione». «Molto è stato fatto - ha poi ricordato il capo dello Stato - per assistere le ormai 30mila persone accolte nelle tendopoli o ospitate negli alberghi della costa. Si è fatto moltissimo per scavare, soccorrere, riportare alla luce i corpi delle vittime o riportare alla vita persone che hanno resistito per ore sotto le macerie».
La sfida però è non vincere la battaglia di questi giorni, ma la guerra dei prossimi anni. Nel medio periodo si tratterà di «consolidare l’accoglienza per chi non può tornare nella propria casa in città e dovrà passare dalla tendopoli ad altre situazioni più stabili e confortevoli». Nel lungo, «quel che conta è che non venga meno la piena continuità e l’impegno dello Stato e della comunità nazionale per l’Abruzzo». «La domanda che mi è stata posta più frequentemente in queste ore è stata: “Non è che vi dimenticate di noi e ci abbandonate?”». Quanto al passato, «nessuno è senza colpa - ammonisce Napolitano -. Molti sono stati coinvolti nella costruzione dei palazzi crollati. Deve esserci un esame di coscienza senza discriminanti né coloriture politiche, non per battersi il petto ma per capire cosa è indispensabile e urgente fare per evitare che questi fatti si ripetano». Per questo il capo dello Stato ha anche sottolineato l’urgenza di nuove norme di edilizia anti-sismica.
A Onna, il presidente della Repubblica era stato protagonista di una reazione infastidita nei confronti di fotografi e cameramen. «Lasciatemi in pace, non sono qui per farmi fotografare ma per parlare con le persone», il suo sfogo durante una visita che aveva voluto priva di cerimoniale. Poi, qualche ora dopo, in conferenza stampa fa pace con la stampa: «Buongiorno. Ci siamo già incontrati... Ci sono stati obbiettivi implacabili di fotografi e cineoperatori, comunque vi ringrazio per l’attenzione».