Napolitano chiama, il Cav risponde: giù i toni Ma Maroni punge: "Non so se il governo dura"

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Il Presidente della Repubblica invita ad abbassare i toni nel dibattito sul federalismo. Sulle province: &quot;Nessuna ipotesi di riforma è stata avviata&quot;. Il premier: &quot;Basta con i comportamenti anti istituzionali&quot;. Intanto Maroni sibila: &quot;Non so quanto durerà questo governo&quot;
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Bergamo - Il quadro politico appare in movimento. Berlusconi conferma la nuova linea e si riavvicina al Quirinale, rispondendo a un appello di Napolitano che invita ad abbassare i toni. Ma Maroni - non si sa se a titolo personale o a nome della Lega - alla vigilia del voto del federalismo si lascia sfuggire: "Non so se il governo durerà".

L'appello di Napolitano - Invita ad abbassare i toni il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, questa mattina in visita ufficiale a Bergamo. Dopo aver ribadito il suo ruolo di rappresentante "dell’unità nazionale che si esprime nel complesso delle istituzioni, le istituzioni sono il mio solo punto di riferimento", il Capo dello Stato ha detto: "Si esca da una spirale insostenibile di contrapposizioni, arroccamenti e prove di forza. Per portare avanti riforme che sono all’ordine del giorno resta oggi decisivo un clima di corretto e costruttivo confronto in sede istituzionale".

La risposta di Berlusconi Immediato il commento del presidente del Consiglio: "Il governo condivide pienamente l’appello del Capo dello Stato. La nostra condivisione - afferma Silvio Berlusconi in una nota - non è di parte ed è esente da ogni strumentalismo. E pensiamo che debba essere quella di tutte le forze parlamentari e politiche responsabili. Questo non toglie nulla alla libertà e alla serietà del conflitto politico, ma restituisce al paese la capacità, offuscata da comportamenti extra o anti istituzionali e da qualche errore di tutte le parti in causa, di tornare alla politica, tornare ai contenuti più impegnativi della politica, quelli che riguardano i cittadini e l’interesse generale. Faremo la nostra parte con proposte positive nel prossimo Consiglio dei ministri".

La stoccata di Maroni E mentre il presidente del Consiglio si riavvicina al Quirinale, la stoccata arriva da Robero Maroni, ministro degli Interni, che durante una visita in Sardegna ha evitato ogni domanda su federalismo e crisi di governo, ma si è lasciato sfuggire: "Ho in mente tre cose immediate da fare per la Sardegna, ma non so quanto durerà questo governo".

Napolitano glissa Il capo dello Stato stamattina ha ribadito di non voler interferire nella "dialettica delle forze politiche e sociali". Napolitano valorizza il ruolo delle istituzioni locali dove si svolge un "confronto politico e sociale più pacato rispetto a quello che c’è nella Capitale dove ci sono più contrasti. Questo io lo vedo positivamente perchè è indispensabile uno sforzo collettivo nell’interesse del Paese". Ed è proprio sul confronto romano che il il capo dello Stato "glissa", preferendo ribadire il ruolo delle Province, che "soprattutto in certe parti d’Italia, sono delle entità reali che hanno una tradizione e che sono sentite dai cittadini in un quadro più ampio rispetto a quello comunale". 

Superare i divari economici Il capo dello Stato ha poi sottolineato che bisogna  lavorare "per riformare e rinnovare quel che è necessario nel solco dei grandi principi e indirizzi della Costituzione repubblicana. Quel che è necessario, voglio dire, anche per superare gravissimi divari nello sviluppo economico, sociale e civile del Paese come ancora oggi quello tra Nord e Sud, e più in generale per assicurare prospettive di progresso e benessere al nostro popolo, ai nostri giovani".

L'appello ai giovani Le nuove generazioni sono "frustrate e perfino poco ascoltate", secondo Napolitano, che sottolinea come anche per migliorare il loro futuro è importante "l'unità nazionale nella ricchezza del suo pluralismo e delle sue autonomie e l'unità europea egualmente concepita. Sono leve insostituibili per il ruolo dell’Italia intera nel nuovo contesto mondiale, sono leve irrinunciabili per mettere a frutto tutte le nostre potenzialità, soprattutto quelle delle nuove generazioni". Proprio a loro ricorda il ruolo della Costituente: "Al di là di tutte le contrapposizioni politiche, prevalse l’impegno di una forte volontà a costruire condizioni migliori per il nostro Paese. Date voi il vostro contributo perché si ricrei questo clima nell’interesse delle giovani generazioni e dell’Italia, nel quadro dell’Europa, di cui siamo parte integrante, in modo da reggere le sfide in un mondo sempre più competitivo".

Nessuna ipotesi di riforma A proposito della riforma, però, Napolitano ha sottolineato come non siano state avviate ipotesi: "Ci sono questioni che in Italia vengono discusse a ondate, se ne parla per un periodo, poi ce ne si dimentica, non si chiudono e si torna a parlarne. Questo ad esempio è successo per la discussione sulle Province ma non c’è comunque una proposta di una riforma complessiva per le istituzioni al di sotto delle Regioni". Giusta, invece, l'elezione diretta dei sindaci e dei presidenti delle Province.

L'appello all'informazione In una visita nella redazione de L'Eco di Bergamo, il Presidente della Repubblica ha parlato anche del ruolo dell'informazione, che troppo spesso "è gridata e c’è una gara a chi grida di più, ed è difficile sottrarsi, dissociarsi, da questa rincorsa che finisce per immiserire l’informazione". C'è anche poca politica internazionale, secondo Napolitano, mentre "c’è uno spazio abnorme per le notizie di cronaca nera e di giudiziaria". Per quanto riguarda la politica, infine, "purtroppo è impossibile che vengano dati giudizi misurati, ci sono sempre giudizi estremizzati come se un giudizio misurato fosse contrario alla dialettica. Non è così perchè la mancanza di giudizi misurati può diventare al contrario un ostacolo insuperabile per il superamento dei problemi della collettività".