Napolitano commemora i caduti di Cefalonia: "Il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani"

Il capo dello Stato auspica un "effettivo riconoscimento unitario" del valore del
25 aprile. Prodi: il Paese è sulla strada della riconciliazione politica. <a href="/a.pic1?ID=173621"><strong>Al corteo di Milano striscione di solidarietà per i Br arrestati. Amato: &quot;Preoccupante&quot;</strong></a>

Cefalonia (Grecia) - Il 25 aprile, Festa della liberazione, "é la festa di tutti gli italiani". Lo dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso a Cefalonia, in occasione della cerimonia in ricordo dei combattenti e dei caduti della divisione Acqui sterminati dopo l'8 settembre dai nazisti. E il capo dello Stato auspica un "effettivo riconoscimento unitario" del valore del 25 aprile sottolineando che la "più comprensiva visione del percorso che condusse l'Italia dal crollo dell'8 settembre all'insurrezione del 25 aprile" può favorire tale riconoscimento.
Tra le componenti fondamentali della Resistenza, oltre ai partigiani, ci furono anche i militari italiani che resistettero ai tedeschi. "Accanto al decisivo apporto delle formazioni partigiane - sottolinea il capo dello Stato - fu altamente significativo e obiettivamente importante il contributo sia dei militari chiamati a repentine, durissime prove all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre, sia degli ufficiali e dei soldati che si unirono ai partigiani rafforzandone la capacità di combattimento, sia delle nuove forze armate che si raccolsero nel corpo italiano di liberazione". "Questo multiforme contributo, a lungo sottovalutato, aggiunge Napolitano - è ormai iscritto a pieno titolo nella storia del nostro riscatto nazionale".

Prodi: il Paese è sulla strada della riconciliazione politica E' un messaggio distensivo quello scelto dal premier Romano Prodi per questo 25 aprile. Una giornata iniziata presto, con la tradizionale cerimonia all'Altare della Patria di Roma, a cui hanno partecipato le massime autorità dello Stato per ricordare l'anniversario della Liberazione. Insieme al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha deposto una corona al monumento che ricorda il Milite ignoto, i presidenti delle Camere, Franco Marini e Fausto Bertinotti, il presidente della Corte costituzionale Franco Bile, il premier Romano Prodi, il ministro della Difesa Arturo Parisi e il ministro dell'Interno Giuliano Amato. Parisi e Amato hanno preso la parola per sottolineare la continuità dei valori e degli insegnamenti della lotta di liberazione. "Ci inchiniamo al ricordo dei combattenti di allora, ai caduti, ai martiri e ripercorriamo il cammino che da allora ci ha condotto fin qui", ha detto il ministro della Difesa. Il responsabile del Viminale ha invece sottolineato che "non furono un'esigua minoranza coloro che parteciparono alla Resistenza". Dopo gli interventi dei due ministri, il Capo dello Stato ha conferito medaglie al merito a Comuni, personalità e associazioni che durante la Liberazione e negli anni del fascismo si adoperarono con opere particolarmente meritorie per difendere ebrei, perseguitati politici e per assistere la popolazione colpita da rappresaglie e atti di guerra. Napolitano ha quindi lasciato l'Altare della Patria per dirigersi all'aeroporto da dove è partito per l'isola greca di Cefalonia, dove il presidente della Repubblica vuol ricordare i 9.600 caduti della Divisione Acqui, che col rifiuto all'intimazione tedesca di consegnare le armi diedero vita, dopo l'8 settembre 1943, ad uno dei primi atti della resistenza al nazifascismo. A margine della cerimonia il premier Romano Prodi si è intrattenuto con i giornalisti. "Ci vuole tempo ancora, ma credo che il paese sia sulla via giusta", ha risposto il premier a chi gli chiedeva se il 25 aprile possa riconciliare anche la politica italiana.
Il presidente della Camera ha invece sottolineato il valore dell'antifascismo. "L'Italia - ha detto Bertinotti - ha una sola grande religione civile: l'antifascismo, da cui è nata la Repubblica".