Napolitano, le donne e l'8 marzo: intollerabile violenza in famiglia

Il capo dello Stato celebra la giornata mondiale della donna sottolineando le difficoltà nell'applicazione dell'articolo 3 della Costituzione. Il sindaco di Milano Letizia Moratti:<strong> <a href="/a.pic1?ID=162441">&quot;Cinque per mille per la lotta alla violenza sulle donne&quot;</a></strong>

Roma - Giorgio Napolitano celebra al Quirinale l'8 Marzo citando le parole dell' articolo 3 della Costituzione che chiede di "rimuovere gli ostacoli", quelli che "impediscono il pieno sviluppo della persona umana" senza distinzioni di sesso e di razza. È il principio fondativo delle pari opportunità che richiama "questioni di libertà e di democrazia" e porta alla questione di riconoscere il ruolo delle donne nella società, nel lavoro e anche nella politica. Nel nostro Parlamento, dice il capo dello Stato, "ci sono solo pattuglie di elette". "La barriera che blocca l' accesso delle donne agli alti gradi, in Italia è ancora particolarmente robusto. Ci sono stati solo deboli segnali di miglioramento". Napolitano cita la crescita delle imprese a conduzione femminile, l' aumento dell' occupazione femminile, poi osserva: "ma lo squilibrio è ancora altissimo, uno dei più alti in Europa. L'occupazione femminile italiana è ancora ben lontana dall'obiettivo del 60 per cento previsto dal Consiglio di Lisbona del 2000 per l'anno 2010". Non solo le donne italiane sono troppo poco occupate, ma quando lo sono fanno assai più fatica degli uomini ad avanzare in tutte le sfere di attività, dalle imprese private, alla pubblica amministrazione, alla politica, "come ben sanno le pattuglie, solo pattuglie, di elette nel nostro Parlamento".

Famiglie "La discriminazione sul lavoro, riguardo la quale si registrano solo deboli segnali di miglioramento, non è purtroppo la sola ragione di preoccupazione", quando si considera la situazione femminile in Italia. Esiste il "grave e intollerabile fenomeno della violenza sulle donne". Il capo dello Stato ha puntato il dito contro le "violenze sessuali, fisiche, psicologiche che spesso hanno come autori partner e persone conosciute dalle vittime". Non a caso questa mattina il presidente ha insignito con le massime onorificenze della Repubblica anche la fondatrice di Telefono Rosa e una suora impegnata a strappare dal marciapiede le giovani prostitute spesso extracomunitarie. Per combattere questa piaga sociale bisogna operare con largo anticipo, "fin dai primi gradi del sistema di istruzione. Infatti è indispensabile un impegno collettivo e fortissimo di educazione al rispetto della donna, alla cultura della non violenza, al principio della parità". Se non si crea "innanzitutto fra i ragazzi, tra i giovani, nelle scuole e nel Paese un nuovo costume civile, la battaglia della sicurezza e dignità delle donne non può essere vinta".