Napolitano: "Evitare scioglimento delle Camere"

Il presidente della Repubblica si appella al mondo della politica: "Serve consapevolezza. I fatti e le amare cronache delle politica, i contenuti e i toni di una continua contesa incidono negativamente sulla vita delle istituzioni". E poi: "Continuerò a sollecitare la continuità della vita della legislatura"

Roma - Napolitano fa appello al mondo politico e richiama al senso di responsabilità. Serve un "nuovo spirito di condivisione" tra forze politiche sociali per "individuare, fuori da ogni schema e contrapposizione pregiudiziale, i temi, le esigenze, le sfide ineludibili per qualsiasi soggetto rappresentativo responsabile", lo ha sottolineato il presidente della Repubblica evidenziando la necessità che "nessuno si sottragga a questo esercizio di responsabilita". Per questo, per farcela, è necessario guardare in modo impietoso alle debolezze da superare, alle sfide da non perdere" e serve una "piena consapevolezza dei rischi che si corrono" Una consapevolezza - ha sottolineato - dalla quale oggi siamo lontani: ne sono lontani i fatti e le amare cronache delle politica, i contenuti e i toni di una continua contesa che tanto incide negativamente sulla vita delle istituzioni repubblicane, soprattutto a livello nazionale, impedendo loro più fecondi confronti, precludendo loro più soddisfacenti risultati".

Lo scioglimento delle Camere Giorgio Napolitano ha ricordato che è sua prerogativa quella di sciogliere le Camere di fronte all’impossibilità di completare una legislatura parlamentare. Questi scioglimenti, ha aggiunto, sono un’improvvida prassi tutta italiana da cui speravamo esserci liberati e al cui ripetersi sono tenuto a resistere nell’interesse generale. "Continuerò a sollecitare la continuità della vita istituzionale e dunque di una legislatura al cui termine mancano più di due anni, sempre, ben inteso, che vi sia la prospettiva di un’efficacie azione di governo e di un produttivo svolgimento dell’attività delle Camere". E poi rassicura: "Terrò ben conto della volontà espressa dal corpo elettorale nel 2008".