«Napolitano fermi la persecuzione contro Henriquet»

Pietro Randazzo, volontario della Gigi Ghirotti, scrive al presidente della Repubblica dopo la richiesta di rinvio a giudizio del professore

(...) per dire che la notizia è falsa, visto che non vi è stata alcuna ispezione. Gli viene risposto che la notizia è arrivata da fonti del tribunale, non specificate. Alla fine la visita dei Nas arriva - quasi annunciata - il 28 settembre». Nel corso della visita dei carabinieri vengono trovate nella sede dell’associazione alcune confezioni di farmaci sottoposti alla legge sugli stupefacenti. Il professore spiega che si tratta di farmaci restituiti dalle famiglie di malati deceduti prima di usarli. Peraltro l’Unione Europea ha invitato più volte l’Italia ad adeguare la normativa sui farmaci oppiacei, per consentirne il riutilizzo (se correttamente conservati), ma per una lentezza legislativa ciò non è stato fatto. Il giorno dopo Henriquet riceve l’avviso di garanzia. Interrogato dal magistrato, il professore prima cerca di capire di cosa viene accusato, poi spiega la propria ragione. Nel frattempo la notizia arriva sui giornali e dalla parte del medico si schierano uomini come Umberto Veronesi, per citarne uno. «Tra i giornalisti tanti gli attestati di solidarietà al professor Henriquet - ricorda Randazzo nella lettera inviata alle più alte cariche dello Stato - come quelli di Franco manzitti, Maurizio Maggiani e Massimiliano Lussana, oltre al sindaco di Genova Giuseppe Pericu e al presidente della Provincia Alessandro Repetto».
Fino al maggio di quest’anno quando è arrivata la notizia della richiesta di rinvio a giudizio per il professor Henriquet. «Ci hanno già detto che, fino ad ottobre non sapremo nulla - racconta Randazzo -. Intanto mi sembra assurdo che la giustizia si occupi di queste cose... assurdo». Randazzo aggiunge che è stato proposto un decreto per facilitare la prescrizione dei farmaci utili ad alleviare il dolore ai malati terminali. «Decreto arenato da un anno al Senato».
«Mi appello a voi onorevoli signori - conclude la lettera -, che dall’alto delle istituzioni da voi degnamente presiedute possiate verificare se nella vicenda appena esposta non vi sia sia stato un esagerato atteggiamento persecutorio da parte del pm dottor Pinto nei confronti del professor Henriquet e dell’associazione Gigi Ghirotti».